
Scopri come Star Wars: Galactic Racer rivoluziona i giochi di corsa con elementi roguelike e l’eredità di Burnout
- Fuse, fondato nel 2023 da veterani di Criterion, sviluppa il gioco.
- La campagna roguelike offre una narrazione profonda con oltre 100 dialoghi doppiati.
- Ispirato al periodo post-seconda guerra mondiale per la trama.
- Si perdono i progressi con troppi incidenti, ma alcune ricompense restano.
- Include il Podracing, con personaggi iconici come Sebulba.
Il panorama videoludico è in fermento per l’imminente arrivo di Star Wars: Galactic Racer, un titolo che promette di ridefinire il genere dei giochi di corsa, attingendo a piene mani dall’eredità di un classico intramontabile come Burnout. La notizia ha generato un’ondata di entusiasmo, specialmente tra i fan che da anni attendono un degno successore spirituale della serie di corse arcade più distruttiva e spettacolare. Sviluppato da Fuse, un team fondato nel 2023 e composto da numerosi veterani di Criterion, lo studio dietro l’originale Burnout, Star Wars: Galactic Racer si preannuncia come un’esperienza di guida ad alta velocità, arricchita da elementi roguelike e una profonda narrazione ambientata nell’universo di Star Wars.
L’annuncio e le prime impressioni dal Summer Game Fest 2026 hanno rivelato un gioco che va ben oltre le aspettative iniziali di un semplice racer a tema Star Wars. Molti si aspettavano un titolo divertente ma leggero, incentrato sulla possibilità di pilotare iconiche navi della saga. Invece, ciò che è emerso è un’esperienza che evoca prepotentemente lo spirito di Burnout, con la sua enfasi sulla velocità, la distruzione spettacolare dei veicoli e un’attenzione quasi voyeuristica agli incidenti. Matt Webster, fondatore e CEO di Fuse Games, e Craig Derrick, produttore esecutivo di Lucasfilm Games, hanno persino scherzato sul fatto che Burnout stesso abbia tratto ispirazione dalle sequenze di incidenti di Star Wars: Episodio I, sottolineando un legame profondo e quasi ironico tra le due proprietà intellettuali. Questa connessione non è solo meccanica, ma affonda le radici in un’ispirazione reciproca che ha plasmato l’approccio al design di entrambi i franchise.
Un Universo di Velocità e Narrazione: La Campagna Roguelike
Oltre all’adrenalinico gameplay di corsa, Star Wars: Galactic Racer introduce una modalità campagna sorprendentemente profonda, che lo eleva al di sopra di un semplice arcade racer. I giocatori assumeranno il ruolo di Shade, un misterioso pilota mascherato con l’obiettivo di detronizzare il campione in carica attraverso una serie di “Tour”. La narrazione è ricca di lore, con un’ampia quantità di dialoghi doppiati e l’introduzione di numerose razze e pianeti dell’universo di Star Wars, molti dei quali inaspettati per un gioco di questo genere.
La trama si colloca cronologicamente subito dopo gli eventi di Il Ritorno dello Jedi. Gli sviluppatori hanno rivelato che la storia è ispirata al periodo post-Seconda Guerra Mondiale, quando soldati e meccanici, reduci dal conflitto, si trovarono a dover reinventare le proprie vite. Negli Stati Uniti, questo portò alla nascita della cultura delle Hot Rod, dove giovani modificavano e gareggiavano con automobili. In Star Wars: Galactic Racer, ex soldati, sia dell’Alleanza Ribelle che dell’Impero, utilizzano le loro abilità per gareggiare e mantenere speederbike, landspeeder e altri veicoli.

Un elemento distintivo della campagna è la sua struttura roguelike. All’inizio di ogni “run”, i giocatori ricevono un “League Token”, che funge da iscrizione al torneo. Si possono scegliere eventi su una griglia, ognuno dei quali offre ricompense specifiche, creando percorsi ramificati che consentono di personalizzare la progressione e mirare a ricompense desiderate. Tuttavia, la sfida risiede nel fatto che un numero eccessivo di incidenti durante una run comporta l’eliminazione e la perdita dei progressi. Sebbene alcune ricompense vengano mantenute, sarà necessario ricominciare la serie di gare dall’inizio. Questo meccanismo introduce un significativo elemento di rischio e ricompensa, costringendo i giocatori a prestare maggiore attenzione alla salute del proprio veicolo e alle “vite” a disposizione. La scelta degli eventi diventa strategica: optare per un percorso ad alto rischio con grandi ricompense potrebbe essere fatale se si è già a corto di vite. Sebbene siano previsti meccanismi per riparare il veicolo e prolungare la run, la demo ha mostrato solo un assaggio di queste possibilità. Questo approccio roguelike aggiunge una profondità inaspettata a un genere che spesso si limita a una progressione lineare, rendendo ogni sessione di gioco unica e ricca di tensione.
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Dinamiche di Guida e Libertà Creativa: Oltre l’Asfalto
L’esperienza di guida in Star Wars: Galactic Racer è stata descritta come eccellente. I veicoli, siano essi speederbike o landspeeder, trasmettono una sensazione di peso e potenza, paragonabile a quella di una supercar, nonostante non siano vincolati all’asfalto. Il drifting è stato elogiato per la sua reattività e precisione. Matt Webster ha sottolineato come la libertà di non essere confinati dalle leggi della fisica automobilistica tradizionale abbia permesso al team di esplorare nuove frontiere nel design delle piste. Questo ha portato alla creazione di tracciati con dislivelli estremi, salite vertiginose e cadute mozzafiato, trasformando la corsa in un’esperienza tridimensionale. Invece di semplici salite su una collina, i giocatori si troveranno a sfrecciare lungo il fianco di un vulcano attraverso una foresta pluviale tropicale, per poi precipitare in picchiata. Questa libertà creativa non solo amplifica lo spettacolo visivo, ma permette anche una maggiore varietà nel design delle gare, alternando sezioni strette e tecniche a tratti ampi e veloci.
Un aspetto che ha sollevato qualche perplessità riguarda la leggibilità di alcuni tracciati. La velocità elevata del gioco, unita alla complessità delle ambientazioni di Star Wars trasformate in piste da corsa, ha reso occasionalmente difficile distinguere la direzione di una curva imminente o se si stesse andando incontro a un salto o a un muro solido. Sebbene l’abitudine e la ripetizione delle piste possano mitigare questo problema, alcuni indicatori visivi aggiuntivi all’interno del mondo di gioco potrebbero migliorare l’esperienza, specialmente considerando il ritmo frenetico delle gare.
Oltre alla campagna, il gioco offre una modalità arcade per gare tradizionali e prove a tempo. Qui, i giocatori avranno l’opportunità di cimentarsi nel Podracing, un’iconica forma di corsa introdotta in Star Wars: Episodio I – La Minaccia Fantasma. La demo ha permesso di pilotare Sebulba sul celebre tracciato di Mos Espa, affiancati da personaggi come Gasgano, Ebe E. Endocott e Ben Quadinaros. Craig Derrick ha confermato che personaggi iconici come Sebulba avranno un ruolo significativo nella narrazione, esplorando la loro sorte dopo gli eventi di Episodio I. Il Podracing si è rivelato frenetico, incredibilmente veloce e, a tratti, difficile da controllare a causa dell’estrema velocità dei podracer stessi. Sebbene i veicoli più pesanti della campagna siano stati preferiti da alcuni, l’inclusione dei podracer è considerata essenziale per un gioco di corse ambientato nell’universo di Star Wars. La presentazione generale del gioco è stata elogiata, con una grafica solida e un’ottima fluidità durante la sessione di gioco. La colonna sonora, come prevedibile per un titolo di Star Wars, è stata definita eccellente, sebbene questo sia quasi un “cheat code” data la qualità intrinseca delle musiche della saga.
I nostri consigli
Per i gamer occasionali che si avvicinano a Star Wars: Galactic Racer, il consiglio è di non lasciarsi intimidire dalla componente roguelike della campagna. Iniziate con percorsi che offrono ricompense utili per la riparazione del veicolo o per aumentare le vite, anche se le ricompense finali potrebbero sembrare meno allettanti. L’obiettivo iniziale non è vincere ogni gara, ma imparare le piste e le dinamiche di guida senza la pressione di perdere tutti i progressi. La pratica è fondamentale, e la possibilità di ripartire da zero dopo un’eliminazione non è una punizione, ma un’opportunità per affinare le proprie abilità e strategie.
Per i gamer esperti, l’elemento roguelike offre una profondità strategica notevole. Considerate ogni “run” come una sfida di ottimizzazione. Non si tratta solo di vincere le gare, ma di gestire le risorse (salute del veicolo, vite) e le scelte di percorso in modo da massimizzare le ricompense e la probabilità di successo a lungo termine. Sperimentate con diverse build di veicoli e potenziamenti, e cercate di identificare i percorsi più efficienti per accumulare le risorse necessarie a superare le sfide più difficili. La vera maestria non risiederà solo nella velocità, ma nella capacità di adattamento e pianificazione strategica all’interno di un sistema dinamico e imprevedibile.







