
Scandalo: Nagoshi studio sull’orlo del baratro? NetEase taglia i fondi
- NetEase interrompe i finanziamenti a Gang of Dragon da maggio 2026.
- Servono 7 miliardi di yen (circa 44,4 milioni di dollari) per completare il progetto.
- CEO NetEase punta a titoli con potenziale di guadagno di milioni di dollari.
Oggi, 7 marzo 2026, il mondo del gaming è scosso da notizie riguardanti il futuro di Nagoshi Studio, fondato dal creatore della celebre serie Yakuza, Toshihiro Nagoshi. Le indiscrezioni, riportate da diverse fonti, indicano che lo studio potrebbe affrontare una chiusura imminente a causa di un presunto ritiro dei finanziamenti da parte di NetEase per il suo titolo di debutto, Gang of Dragon. Questa potenziale crisi solleva interrogativi sul panorama videoludico giapponese e sulle strategie di investimento delle grandi aziende cinesi nel settore.
Il progetto Gang of Dragon a rischio
L’annuncio di Gang of Dragon ai The Game Awards 2025 aveva suscitato grande entusiasmo. Il gioco, descritto come un action-adventure ambientato nel quartiere a luci rosse di Kabukicho a Tokyo, vedeva come protagonista l’attore sudcoreano Ma Dong-seok, noto per i suoi ruoli in film come Train to Busan e Eternals. Tuttavia, secondo quanto riportato, NetEase avrebbe deciso di interrompere i finanziamenti a partire da maggio 2026, dopo aver valutato che il progetto necessitava di un ulteriore investimento di 7 miliardi di yen (circa 44,4 milioni di dollari) per essere completato. Nagoshi starebbe cercando finanziamenti alternativi, ma senza successo fino ad ora. La mancata risposta ufficiale da parte di NetEase e Nagoshi Studio alle accuse non fa che alimentare le speculazioni.

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Le difficoltà di NetEase e le ripercussioni sull’industria
Le difficoltà di Nagoshi Studio si inseriscono in un contesto più ampio di ridimensionamento delle operazioni internazionali di NetEase. Dopo anni di investimenti in nuovi studi in tutto il mondo, l’azienda cinese sembra aver cambiato rotta, chiudendo o ridimensionando diverse realtà. Tra queste, si segnalano la chiusura di Ouka Studio, sviluppatore di Visions of Mana per Square Enix, e la separazione da studi come Worlds Untold e Jar of Sparks. Questa inversione di tendenza ha generato incertezza e preoccupazione tra gli sviluppatori, che temono per il futuro dei loro progetti. Il CEO di NetEase, William Ding, avrebbe adottato una politica più rigida, concentrandosi solo su titoli con un elevato potenziale di guadagno, stimato in centinaia di milioni di dollari all’anno. Questa strategia, unita a presunte decisioni impulsive e alla tendenza a non investire in marketing per i giochi in sviluppo in Giappone, ha suscitato critiche e timori tra i dipendenti.
Il futuro di Toshihiro Nagoshi e dei suoi collaboratori
La possibile chiusura di Nagoshi Studio solleva interrogativi sul futuro di Toshihiro Nagoshi, figura di spicco dell’industria videoludica giapponese. Dopo aver lasciato SEGA nel 2021, Nagoshi aveva fondato il suo studio con il sostegno di NetEase, promettendo di non deludere i fan dei suoi precedenti lavori. Ora, a distanza di pochi anni, il suo progetto rischia di naufragare. Tuttavia, la reputazione di Nagoshi rimane solida e non è escluso che altri publisher possano essere interessati ad acquisire il suo studio o ad affidargli nuovi progetti. La situazione è più incerta per i suoi collaboratori, che potrebbero trovarsi a dover cercare nuove opportunità lavorative in un settore in continua evoluzione. Anche il destino di Grasshopper Manufacture, lo studio di Goichi Suda, appare incerto, nonostante l’annuncio del nuovo gioco Romeo is a Dead Man, che sarà auto-pubblicato dallo studio stesso.
I nostri consigli
La vicenda di Nagoshi Studio e NetEase mette in luce le sfide e le incertezze del mondo del gaming, dove anche figure di spicco e progetti promettenti possono trovarsi in difficoltà. Per i gamer occasionali, il consiglio è di non lasciarsi scoraggiare dalle notizie negative e di continuare a sostenere i propri sviluppatori preferiti, magari acquistando i loro giochi o seguendoli sui social media. Il supporto della community è fondamentale per garantire la sopravvivenza e la crescita dell’industria videoludica.
Per i gamer più esperti, questa situazione può essere un’occasione per riflettere sulle dinamiche del mercato e sulle strategie di investimento delle grandi aziende. È importante valutare criticamente le informazioni che circolano e non dare per scontato che il successo commerciale sia l’unico criterio di valore per un videogioco. La passione, la creatività e l’innovazione sono elementi altrettanto importanti, che meritano di essere riconosciuti e sostenuti.
In conclusione, la vicenda di Nagoshi Studio ci ricorda che il mondo del gaming è in continua evoluzione e che il futuro è sempre incerto. Tuttavia, la passione e l’impegno degli sviluppatori e dei giocatori possono fare la differenza e contribuire a creare un’industria più solida e diversificata.







