
Licenziamenti Xbox: la crisi di Id Software scatena l’allarme di John Romero
- I licenziamenti Xbox colpiscono id Software, studio storico di Doom.
- John Romero esprime rammarico per i dipendenti di id Software.
- Romero conserva materiale storico di id Software fino al 6 agosto 1996.
- Si teme un 'crash' dell'industria peggiore degli anni '80.
La licenziamenti-di-massa-e-futuro-incerto/”>recente ondata di licenziamenti che ha colpito l’industria videoludica, in particolare le divisioni di Xbox, ha generato un’ampia discussione e preoccupazione. Un evento di particolare risonanza è stato l’impatto su id Software, uno studio storico e influente, proprio nel momento in cui si apprestava a lanciare il DLC “The Dark Ages”, un’espansione di notevoli dimensioni. Questa situazione ha spinto John Romero, co-creatore di Doom e co-fondatore di id Software, a esprimere pubblicamente il suo rammarico e la sua solidarietà.
Romero, attraverso un post su Bluesky, ha manifestato profonda empatia per i dipendenti di id Software coinvolti nei tagli, ricordando la sua personale esperienza di allontanamento dallo studio. Ha descritto questa separazione come un’esperienza “strana e dolorosa”, sottolineando il legame profondo che si crea con un luogo dove si è investito tanto lavoro, amicizie e storia. Le sue parole non si sono limitate alla solidarietà, ma hanno anche elogiato il lavoro svolto da id Software su titoli iconici come Doom, Quake e Wolfenstein, quest’ultimo ora gestito da MachineGames. Ha evidenziato come i giochi più recenti abbiano dimostrato “cura, abilità e rispetto” per il significato che questi mondi rivestono per il pubblico.
La rilevanza di questa notizia nel panorama del gaming moderno è duplice. In primo luogo, evidenzia la volatilità e le sfide economiche che l’industria dei videogiochi sta affrontando, con licenziamenti che colpiscono anche studi di grande calibro e con una storia consolidata. In secondo luogo, solleva interrogativi cruciali sulla preservazione del patrimonio videoludico e sul futuro di tecnologie proprietarie come id Tech, di cui si vocifera una possibile estinzione.
L’Importanza della Conservazione Digitale e il Patrimonio di id Software
Oltre all’aspetto umano dei licenziamenti, Romero ha posto l’accento su un tema di fondamentale importanza: la preservazione della storia di id Software e del suo impatto sull’industria dei videogiochi. Con l’emergere di voci riguardanti la potenziale scomparsa di id Tech, il motore grafico che ha alimentato numerosi titoli rivoluzionari, la questione della conservazione digitale diventa ancora più pressante.
Romero ha dichiarato di aver personalmente conservato una vasta quantità di materiale relativo alla storia iniziale di id Software, dal periodo di Softdisk fino al 6 agosto 1996. Questo include “materiali e asset” che, a sua conoscenza, lo stesso id Software potrebbe non possedere più. Questa affermazione sottolinea una potenziale lacuna nella conservazione interna delle aziende e l’importanza di iniziative individuali o esterne per salvaguardare il patrimonio culturale del gaming. La sua speranza è che qualcuno stia facendo lo stesso per la “legacy in corso” dell’azienda, includendo non solo il lavoro e il codice, ma anche gli asset, le storie e le persone che ne sono state artefici.
La storia di id Software è intrinsecamente legata all’evoluzione dei videogiochi, in particolare nel genere degli sparatutto in prima persona (FPS). Titoli come Doom (1993), Quake (1996) e Wolfenstein 3D (1992) non solo hanno definito il genere, ma hanno anche spinto i limiti tecnologici dell’epoca, introducendo concetti come il 3D in tempo reale e il multiplayer online. La potenziale perdita di parte di questa storia, o la mancata conservazione di elementi chiave, rappresenterebbe una grave lacuna per la comprensione dello sviluppo del medium videoludico.

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Le Sfide dell’Industria e la Visione di Romero Games
La situazione attuale di id Software e le riflessioni di Romero si inseriscono in un contesto più ampio di incertezza economica che sta interessando l’intera industria dei videogiochi. È significativo notare che anche lo studio di Romero, Romero Games, ha affrontato difficoltà e licenziamenti circa un anno fa. Nonostante ciò, a fine 2025, è stato riportato che il loro nuovo progetto, uno sparatutto ispirato a Elden Ring, è ancora in fase di sviluppo attivo.
Questa resilienza, tuttavia, non attenua la preoccupazione di Romero e di sua moglie riguardo al futuro del settore. Essi ritengono che l’industria dei videogiochi stia affrontando una crisi potenzialmente “più grave” di quella verificatasi negli anni ’80. La crisi degli anni ’80, nota anche come “video game crash of 1983”, fu un periodo di forte recessione che portò al fallimento di numerose aziende e a un drastico calo delle vendite di console e giochi, principalmente a causa di un mercato saturo di prodotti di bassa qualità.
La previsione di un “crash” più significativo suggerisce che le sfide attuali, che includono licenziamenti massicci, consolidamento del mercato, costi di sviluppo crescenti e una maggiore pressione sui margini di profitto, potrebbero avere conseguenze ancora più profonde e durature. Questo scenario impone una riflessione critica sulle attuali pratiche di sviluppo e pubblicazione, e sulla sostenibilità a lungo termine del modello di business prevalente. La necessità di innovazione, diversificazione e una maggiore attenzione alla qualità e alla conservazione del patrimonio culturale diventa quindi ancora più impellente.
I nostri consigli
Per i gamer occasionali, la lezione più importante da trarre da queste vicende è che anche dietro i vostri giochi preferiti ci sono persone, storie e un’eredità che merita di essere conosciuta e apprezzata. Non limitatevi a giocare, ma cercate di capire il contesto, la storia e le persone che hanno reso possibile quel divertimento. Un consiglio pratico? Provate a recuperare un classico di id Software, magari su una piattaforma moderna come PC, Nintendo Switch o Xbox 360, per apprezzare le radici del gaming moderno. Potreste rimanere sorpresi dalla profondità e dall’innovazione che questi titoli, anche a distanza di decenni, ancora offrono.
Per i gamer esperti, la discussione sulla conservazione digitale e sul futuro di motori grafici come id Tech dovrebbe stimolare una riflessione più profonda. Considerate l’importanza di supportare iniziative di archiviazione e preservazione del software, e di partecipare attivamente alla discussione sulla retrocompatibilità e sulla disponibilità dei giochi nel lungo termine. La storia del gaming è un patrimonio culturale che va protetto, e la vostra voce può fare la differenza. Pensate a come le mod, spesso create dalla comunità, possano estendere la vita di un gioco ben oltre le intenzioni originali degli sviluppatori, diventando esse stesse parte di questa eredità da preservare.







