
Build a Rocket Boy, il declino di un sogno: abbiamo analizzato per voi la chiusura dello studio di Leslie Benzies
- Licenziamenti: ridotti 170 dipendenti a maggio.
- MindsEye: punteggio Metacritic 28 su PS5.
- Rimborsi: PlayStation ha emesso rimborsi per MindsEye.
- Sabotaggio: accuse di "attività criminale" senza prove.
- Monitoraggio: installato software Termind non autorizzato.
Il 17 settembre 2026 segna un momento di profonda riflessione per l’industria videoludica, con la notizia della presunta chiusura definitiva di Build A Rocket Boy, lo studio fondato da Leslie Benzies, figura di spicco dietro successi come Grand Theft Auto. Questa vicenda non è solo la cronaca di un fallimento aziendale, ma un monito sulle sfide intrinseche nello sviluppo di videogiochi moderni, specialmente quando le aspettative sono elevate e le promesse ambiziose. La notizia, diffusa attraverso diverse fonti giornalistiche, indica che l’azienda si sta avviando verso la liquidazione, un epilogo amaro per un progetto che aveva suscitato inizialmente grande interesse.
Il percorso di Build A Rocket Boy è stato costellato da controversie e difficoltà sin dal lancio di MindsEye, il loro titolo di punta. Le prime avvisaglie di problemi strutturali si sono manifestate con una serie di licenziamenti che hanno colpito lo studio in diverse ondate. Già l’anno scorso, un numero imprecisato di dipendenti era stato allontanato, seguito da un’ulteriore riduzione di personale di circa 170 unità a maggio. Questi tagli hanno generato un clima di incertezza e malcontento, culminato in una protesta estiva del personale rimanente contro un evento promozionale per i fan, percepito come uno spreco di risorse in un momento di crisi.
Le recenti dichiarazioni di dipendenti su LinkedIn, tra cui il responsabile audio Stuart Ross, il level designer Liam Shannon, la responsabile delle release Michaela Emslie, l’analista QA Sandy Greig, l’analista QA Elizabet Tyaneva e l’analista QA di produzione Cameron Deaves, hanno confermato la fine del loro rapporto con lo studio. La situazione è stata ulteriormente chiarita da Dan Hawkins, responsabile del reclutamento, che in un post su LinkedIn ha dichiarato di essere alla ricerca di nuove opportunità “insieme al resto dei miei colleghi di Build A Rocket Boy”, e di voler “accompagnare BARB fino alla fine, aiutando a chiudere le attività nel dipartimento HR”. Queste affermazioni, unitamente a fonti vicine allo studio citate da Kotaku, suggeriscono che la chiusura sia ormai imminente e definitiva.
MindsEye: Un Lancio Travagliato e le Accuse di Sabotaggio
Il videogioco MindsEye avrebbe dovuto rappresentare il fiore all’occhiello di Build A Rocket Boy, un’esperienza che inizialmente era stata presentata come parte di Everywhere, una piattaforma di creazione di giochi simile a Roblox. Tuttavia, l’ambizione del progetto è stata ridimensionata significativamente nel tempo. Il lancio di MindsEye il 10 giugno 2025 è stato un disastro, accolto da recensioni estremamente negative e un punteggio Metacritic di 28 su PS5, uno dei più bassi dell’anno.
Le critiche si sono concentrate su diversi aspetti del gioco: bug gravi e problemi di performance, un design delle missioni poco ispirato, meccaniche di gioco macchinose e una generale mancanza di rifinitura, nonostante gli anni di sviluppo. La situazione è stata così grave che PlayStation ha emesso rimborsi ai giocatori, un’azione rara e solitamente riservata a casi estremi di prodotti difettosi, come avvenuto per Cyberpunk 2077 al lancio su PS4 nel 2020.
Di fronte a questo fallimento, Leslie Benzies e il co-CEO Mark Gerhard hanno adottato una strategia difensiva, attribuendo il disastro a presunti “sabotatori interni ed esterni”. In una videochiamata con il personale il 2 luglio, Benzies avrebbe affermato che il lancio problematico del gioco era dovuto in parte a un “sforzo concertato per distruggere il gioco”. Gerhard, in precedenza, aveva parlato di una “attività criminale” e di un “sforzo coordinato” per sabotare la reputazione del titolo. Queste accuse, tuttavia, non sono state supportate da prove concrete e sono state apertamente smentite da figure esterne, come Hakan Abrak, CEO di IO Interactive, che ha dichiarato: “Non ci credo. Il gioco dovrebbe parlare da solo.”
Le speculazioni interne hanno suggerito che le accuse potessero essere rivolte a ex colleghi di Rockstar o a dipendenti scontenti. La controversia è stata ulteriormente alimentata dalle rivelazioni sull’installazione non autorizzata del software di monitoraggio Termind sulle postazioni di lavoro dei dipendenti, una pratica che ha scatenato una protesta collettiva guidata dall’Independent Workers’ Union of Great Britain (IWGB). L’IWGB ha denunciato presunte “liste nere illegali” e la “registrazione di individui nelle loro case senza il loro consenso”, evidenziando un clima di sfiducia e tensione all’interno dello studio.

Le Conseguenze Umane e Sindacali
La crisi di Build A Rocket Boy ha avuto un impatto devastante sul personale. Oltre ai licenziamenti, la chiusura dello studio significa la perdita di posti di lavoro per numerosi sviluppatori che hanno dedicato anni al progetto. L’IWGB Games Worker Union, attraverso il suo vicepresidente Ben Newbon, ha espresso “solidarietà e supporto a tutti coloro che sono stati colpiti” e ha ribadito l’impegno a “ottenere giustizia per il trattamento dei lavoratori da parte della direzione di BARB”. Newbon ha sottolineato come l’azienda fosse “lentamente in declino da molto tempo” e ha evidenziato l’ingiustizia delle ridondanze per coloro che avevano “profuso anima e corpo in MindsEye“.
La vicenda di Build A Rocket Boy non è un caso isolato nel panorama videoludico, ma rappresenta un esempio lampante delle pressioni e delle incertezze che possono affliggere anche gli studi con figure di spicco al timone. Le promesse non mantenute, le difficoltà tecniche e le controversie interne hanno eroso la fiducia dei giocatori e del personale, portando a un epilogo che molti considerano inevitabile. La discussione sulla “rilancio” di MindsEye in futuro, paventata da Benzies, appare ora come una prospettiva remota, data la gravità della situazione e la reputazione ormai compromessa dello studio.
I Nostri Consigli
Cari lettori e appassionati di videogiochi, la storia di Build A Rocket Boy e MindsEye ci offre uno spunto di riflessazione importante. Per i gamer occasionali, il consiglio è di non lasciarsi travolgere dall’hype. Spesso, le promesse iniziali di un gioco possono essere molto diverse dal prodotto finale. È sempre saggio attendere le recensioni e i feedback della community prima di investire tempo e denaro in un nuovo titolo, specialmente se proviene da uno studio con un passato turbolento o con un lancio problematico. La pazienza può risparmiarvi delusioni e frustrazioni.
Per i gamer più esperti, questa vicenda evidenzia l’importanza di analizzare criticamente non solo il gioco in sé, ma anche il contesto di sviluppo. Le dinamiche interne di uno studio, le condizioni di lavoro e la gestione del progetto possono avere un impatto significativo sulla qualità finale del prodotto. La trasparenza e l’etica aziendale sono fattori che, sebbene non direttamente legati al gameplay, influenzano profondamente l’esperienza complessiva e la sostenibilità dell’industria. Considerare questi aspetti può arricchire la vostra comprensione del mondo dei videogiochi e aiutarvi a supportare le realtà che promuovono pratiche più sane e rispettose.
- Sito ufficiale dello studio di sviluppo Build A Rocket Boy.
- Pagina Wikipedia su Leslie Benzies, fondatore dello studio, con dettagli sulla sua carriera e legami con Rockstar Games.
- Pagina Metacritic ufficiale di MindsEye per consultare recensioni e punteggi del gioco.
- Pagina Wikipedia su Leslie Benzies, fondatore di Build A Rocket Boy.







