
Baldur’s Gate 3: Come un errore contabile ha quasi distrutto un capolavoro?
- Nel 2000 Black Isle Studios incaricata, cancellata per un errore contabile.
- Obsidian chiese 20-25 milioni di dollari per sviluppare il gioco.
- Interplay chiuse Black Isle Studios nel 2003.
L’industria dei videogiochi è costellata di progetti ambiziosi che, per una serie di ragioni, non vedono mai la luce. La storia di Baldur’s Gate 3, prima dell’acclamata versione di Larian Studios, è un esempio emblematico di come fattori esterni allo sviluppo creativo possano decretare la fine di un titolo promettente.
La cancellazione di Black Isle Studios
Nel lontano 2000, prima che Larian Studios prendesse le redini del progetto Baldur’s Gate 3, era Black Isle Studios, nota per Icewind Dale e Fallout, ad essere stata incaricata di sviluppare il gioco. Tuttavia, secondo Chris Avellone, co-fondatore di Obsidian Entertainment, il progetto fu cancellato a causa di un errore contabile. Avellone ha dichiarato in un’intervista che “probabilmente un pagamento non è stato effettuato alla parte corretta“. Dopo la cancellazione, il team si concentrò su Van Buren, la versione originale di Fallout 3, che anch’essa non vide mai la luce. Avellone ha aggiunto: “Nel momento in cui Baldur’s Gate 3 è stato cancellato, sapevo che Van Buren non sarebbe mai successo“. Josh Sawyer, un altro co-fondatore di Obsidian, affermò in un’intervista del 2007 che lo sviluppo di Baldur’s Gate 3: The Black Hound (nome in codice FR6 e Jefferson) cessò perché l’editore Interplay “casualmente” perse i diritti per utilizzare il marchio su PC. Avellone, dal canto suo, definì la situazione “molto sospetta da parte di Interplay“. In seguito, il team iniziò a lavorare anche su spin-off per console, come Baldur’s Gate: Dark Alliance 2 e Fallout: Brotherhood of Steel, prima che Interplay chiudesse lo studio nel 2003.
- Che storia incredibile! 😮 Dimostra come la passione può trionfare......
- Un errore contabile? 😡 Incredibile come decisioni esterne possano distruggere......
- E se Baldur's Gate 3 fosse un monito? 🤔 Forse l'industria dovrebbe rivalutare......
Il tentativo di Obsidian Entertainment
Nel 2007, Obsidian Entertainment, formata da ex sviluppatori di Black Isle Studios, fu contattata da Atari per valutare la possibilità di sviluppare Baldur’s Gate 3. Feargus Urquhart, CEO di Obsidian, rispose: “Sì, se fate sul serio“. Urquhart chiese un budget adeguato, paragonabile a quello che BioWare avrebbe avuto per sviluppare un Mass Effect, stimando una cifra tra i 20 e i 25 milioni di dollari. Purtroppo, come nel caso del progetto del 2000, anche questo tentativo fallì. Nel 2008, Bandai Namco acquisì Atari, e Obsidian scoprì che l’editore non aveva i fondi necessari per finanziare il progetto. “Abbiamo negoziato un intero contratto. Anni di lavoro, e si è scoperto che non avevano i soldi“, ha dichiarato Urquhart.

L’importanza di Baldur’s Gate 3
La saga di Baldur’s Gate 3 è un esempio di come le dinamiche aziendali e le decisioni finanziarie possano influenzare profondamente il mondo dei videogiochi. Il fatto che un titolo così atteso e potenzialmente rivoluzionario sia stato cancellato per ben due volte, a causa di errori contabili e acquisizioni aziendali, sottolinea la fragilità di alcuni progetti e la dipendenza degli sviluppatori dalle decisioni dei publisher. L’acclamato successo della versione di Larian Studios dimostra il potenziale inespresso delle precedenti iterazioni e solleva interrogativi su cosa sarebbe potuto essere se le circostanze fossero state diverse. La storia di Baldur’s Gate 3 è un monito per l’industria, un promemoria del fatto che la passione e il talento degli sviluppatori non sono sempre sufficienti per garantire il successo di un progetto. È fondamentale che le aziende del settore riconoscano il valore del lavoro creativo e si impegnino a creare un ambiente stabile e favorevole allo sviluppo di videogiochi di qualità.
I nostri consigli
La storia travagliata di Baldur’s Gate 3 ci insegna che anche i progetti più promettenti possono naufragare a causa di fattori esterni. Per i gamer occasionali, questo significa che a volte bisogna accettare che alcuni titoli tanto attesi potrebbero non vedere mai la luce. Tuttavia, è importante non perdere la speranza e continuare a sostenere gli sviluppatori che si impegnano a creare esperienze di gioco uniche e coinvolgenti.
Per i gamer più esperti, la vicenda di Baldur’s Gate 3 rappresenta un’opportunità per riflettere sull’importanza di supportare gli studi indipendenti e di promuovere un’industria videoludica più equa e sostenibile. Acquistare i giochi direttamente dagli sviluppatori, partecipare a campagne di crowdfunding e diffondere la consapevolezza sui problemi che affliggono il settore sono tutti modi per contribuire a creare un futuro migliore per il gaming.
In conclusione, la storia di Baldur’s Gate 3 è un esempio di come il mondo dei videogiochi sia un ecosistema complesso e interconnesso, in cui il successo di un titolo dipende da una molteplicità di fattori. Che siate gamer occasionali o esperti, vi invitiamo a riflettere su questa storia e a considerare come potete contribuire a plasmare il futuro del gaming. Un consiglio di gaming correlato al tema è quello di non dare per scontato che un gioco sia sempre destinato a uscire, e di apprezzare ancora di più i titoli che riescono a superare le difficoltà e a raggiungere i nostri schermi. Per i gamer esperti, un’ulteriore nozione è quella di informarsi sulle dinamiche interne dell’industria videoludica, per comprendere meglio le sfide che gli sviluppatori devono affrontare e per supportare le iniziative che promuovono un ambiente di lavoro più sano e sostenibile.
- Pagina Wikipedia dedicata alla versione cancellata di Baldur's Gate III.
- Pagina Wikipedia di Interplay, editore coinvolto nella cancellazione del progetto originale.
- Sito ufficiale di Obsidian Entertainment, offre informazioni sull'azienda e i suoi progetti.
- Sito ufficiale di Larian Studios, sviluppatore dell'acclamato Baldur's Gate 3.







