
Abbiamo analizzato per voi le origini segrete di pragmata: da survival horror a successo sci-fi in 6 anni
- Pragmata, lanciato nel 2026, era inizialmente un survival horror.
- Capcom ha evitato sovrapposizioni con Resident Evil, virando verso sci-fi.
- Il gioco ha superato 1 milione di copie in due giorni.
- Vendite totali di 2.5 milioni di unità, successo per una nuova IP.
- Capcom ha visto la crescita azionaria di 14 volte dal 2017.
- Ricavi netti saliti a 1.2 miliardi di dollari nel 2026.
- Sviluppo di Pragmata ha richiesto 6 anni, dal prototipo al lancio.
- Oltre il 60% delle vendite Capcom avviene su PC.
Il panorama videoludico è costellato di titoli che, durante il loro lungo e tortuoso percorso di sviluppo, subiscono trasformazioni radicali. Uno degli esempi più recenti e significativi è Pragmata, l’ultima fatica di Capcom, lanciato nel 2026. Sebbene il gioco sia stato accolto con entusiasmo come un’innovativa avventura sci-fi, le sue radici affondano in un genere ben diverso: il survival horror. Questa rivelazione, emersa da un’intervista con Masachika Kawata, lead producer del titolo, getta nuova luce sulle decisioni creative che hanno plasmato uno dei successi più sorprendenti di Capcom.
L’annuncio iniziale di Pragmata nel 2020 aveva già catturato l’attenzione del pubblico con le sue immagini suggestive di un astronauta e una misteriosa bambina su una colonia lunare. Tuttavia, il percorso verso il lancio nel 2026 è stato tutt’altro che lineare. Kawata ha spiegato che, nelle fasi iniziali, Capcom ha esplorato diverse direzioni per questa nuova proprietà intellettuale. Tra queste, l’idea di un’esperienza maggiormente incentrata sull’horror ha preso piede per un certo periodo. Questa scelta, sebbene intrigante, è stata poi scartata. Il motivo principale risiedeva nella volontà di dare a Pragmata una sua identità distintiva, evitando sovrapposizioni con l’iconico franchise di Resident Evil, già saldamente affermato nel genere horror. Creare un’altra IP horror avrebbe potuto diluire l’impatto di entrambi i titoli, rendendo difficile per Pragmata emergere con una voce propria.
La decisione di virare verso un’avventura sci-fi d’azione, pur mantenendo alcuni elementi visivi e tematici che richiamano le sue origini più oscure, si è rivelata vincente. Il gioco, che vede l’astronauta Hugh e l’androide Diana collaborare per sfuggire a una struttura lunare controllata da un’IA ribelle, ha saputo combinare sapientemente sparatorie, movimento e meccaniche di hacking. Questa fusione ha generato un gameplay immersivo, frenetico e strategico, dove ogni scelta del giocatore influisce sull’esito delle battaglie. Il successo commerciale di Pragmata è stato immediato e notevole: ha superato il milione di copie vendute in soli due giorni dal lancio e ha raggiunto quota 2.5 milioni di unità, un risultato eccezionale per una nuova IP. Yoshikazu Shimauchi, Corporate Officer di Capcom, ha persino dichiarato che lo slancio del gioco ha superato le aspettative interne, rendendo altamente probabile un sequel.

Capcom: Un Decennio di Successi e la Formula del Rilancio
Il caso di Pragmata non è un episodio isolato, ma si inserisce in un periodo di straordinaria rinascita per Capcom. Dopo un decennio, tra la metà degli anni 2000 e la metà degli anni 2010, caratterizzato da risultati altalenanti e critiche da parte dei fan, l’azienda giapponese ha intrapreso un percorso di radicale trasformazione che l’ha portata a essere considerata oggi una delle case di sviluppo più influenti e di successo nel settore videoludico.
Il punto di svolta è spesso identificato con il 2017, anno di lancio di Resident Evil 7: Biohazard. Questo titolo non solo ha segnato un ritorno alle radici horror della serie, ma è stato anche il primo a utilizzare il RE Engine, il motore grafico proprietario di Capcom. Questo motore si è rivelato una vera e propria pietra angolare per il successo futuro dell’azienda, consentendo la creazione di esperienze visivamente sbalorditive e tecnicamente solide. Prima del 2017, il valore delle azioni Capcom era relativamente stabile, ma da quell’anno ha registrato una crescita esponenziale, passando da poco più di 375 yen a oltre 5.400 yen nel 2025, un aumento di circa 14 volte. I ricavi netti sono balzati da 527.1 milioni di dollari nel 2017 a 1.2 miliardi di dollari nel 2026, con oltre 59 milioni di unità vendute nell’ultimo anno fiscale, il dato più alto nei 43 anni di storia di Capcom.
Questa “età d’oro” è il risultato di una serie di decisioni strategiche. Innanzitutto, un ritorno all’eccellenza nei giochi per console, abbandonando le ambizioni nel settore mobile che non avevano dato i frutti sperati. L’azienda ha adottato una filosofia di “meno giochi, ma di qualità superiore”, concentrandosi su pochi titoli ma curati nei minimi dettagli. Questo approccio si distingue da quello di molti altri publisher che hanno inseguito la tendenza degli open-world single-player, mentre Capcom ha preferito affinare il genere d’azione in cui eccelle.
Un altro fattore cruciale è stata l’apertura al mercato globale e al PC gaming. Titoli come Monster Hunter: World (2018) hanno dimostrato la capacità di Capcom di attrarre un pubblico internazionale, vendendo oltre 10 milioni di copie nei primi otto mesi, un risultato senza precedenti per la serie. La contemporanea uscita dei giochi su PC, resa possibile anche dal RE Engine, ha permesso a Capcom di raggiungere una fetta di mercato sempre più ampia, tanto che oggi oltre il 60% delle vendite complessive avviene su questa piattaforma.
Infine, l’azienda ha investito nell’acquisizione di talenti internazionali e nel potenziamento del team di localizzazione, integrandolo direttamente nel processo di sviluppo. Questo ha garantito che i giochi fossero pensati fin dall’inizio per un pubblico globale, con una cura maggiore per la traduzione e l’adattamento culturale.
- Finalmente un'azienda che non ha paura di sperimentare e reinventarsi... 👍...
- Capcom ha avuto una fortuna sfacciata a non trasformare Pragmata in un survival horror... 😬...
- E se il vero successo non fosse il gioco, ma la sua metamorfosi... 🤔...
Il Processo Creativo e le Sfide di Sviluppo
Il successo di Capcom non è frutto di una formula magica, ma di un processo creativo rigoroso e della capacità di imparare dagli errori. Masachika Kawata, con la sua lunga esperienza in Capcom dal 1995, sottolinea che il successo attuale è il risultato di numerosi fallimenti passati. “Se qualcuno dall’esterno pensa, ‘Wow, Capcom è in un momento d’oro’, è successo solo perché Capcom ha fallito molto”, afferma Kawata.
Il percorso di sviluppo di Pragmata è un esempio lampante di questa filosofia. Annunciato nel 2020, il gioco è rimasto nell’ombra per cinque anni, alimentando speculazioni su un possibile “development hell”. Naoto Oyama, lead producer, ha rivelato che il trailer iniziale del 2020 era basato su un prototipo. Gli elementi chiave come Hugh, Diana e l’ambientazione lunare erano già presenti, ma il gameplay “hack-and-shoot” non era ancora stato definito. Sono seguiti circa tre anni di “esperimenti per tentativi ed errori” (dal 2020 al 2023), e altri tre anni (dal 2023 al 2026) dedicati a “raffinare” e “perfezionare” il concetto di puzzle-action. Oyama ammette che il team non si aspettava che lo sviluppo richiedesse sei anni, definendolo un periodo “molto difficile”.
Un aspetto interessante del processo creativo di Pragmata è stata la decisione di affidare la direzione a un team di sviluppo più giovane. Questa scelta, consapevole e strategica, mirava a promuovere l’innovazione. Il direttore Cho Yonghee, un artista di formazione che si è unito a Capcom nel 2016 dopo aver lavorato su titoli acclamati come Metal Gear Rising: Revengeance e NieR: Automata, ha assunto il ruolo di direttore in un’età relativamente giovane (sui 40 anni). La sua visione artistica e la sua capacità di comunicare le idee attraverso schizzi e “manga panels” sono state fondamentali per dare a Pragmata il suo impatto visivo distintivo.
Nonostante il presidente di Capcom, Haruhiro Tsujimoto, abbia parlato di un “approccio basato sul team” per lo sviluppo dei giochi, i direttori come Cho e Nihei (direttore di Onimusha: Way of the Sword) rimangono figure centrali. La loro visione è cruciale per mantenere la coerenza e la direzione del progetto, anche se il lavoro è intrinsecamente collaborativo. Questo equilibrio tra visione individuale e lavoro di squadra è un altro elemento chiave della “disciplina” che caratterizza Capcom, come evidenziato dall’analista Serkan Toto.
I Nostri Consigli
Per i gamer occasionali che si avvicinano a titoli come Pragmata, il consiglio è di non lasciarsi intimidire dalla complessità apparente. Molti giochi moderni, pur offrendo profondità e sfide per i più esperti, includono anche impostazioni di difficoltà accessibili e meccaniche intuitive che permettono di godere della storia e dell’atmosfera senza frustrazioni eccessive. Pragmata, con il suo mix di azione e puzzle, offre un’esperienza gratificante anche a chi non è abituato a sessioni di gioco prolungate. Concentratevi sull’esplorazione e sulla narrazione, e non abbiate paura di sperimentare con le diverse abilità dei personaggi.
Per i gamer esperti, invece, il caso di Pragmata e la storia recente di Capcom offrono uno spunto di riflessione più profondo sulla gestione delle IP e sull’innovazione all’interno di un’azienda consolidata. La decisione di Capcom di abbandonare le origini horror di Pragmata per differenziarlo da Resident Evil è un esempio di come la strategia di portfolio possa influenzare le scelte creative. Valutare criticamente come un nuovo titolo si inserisce nel panorama esistente di un publisher, evitando la cannibalizzazione interna e cercando di creare un’identità unica, è una lezione preziosa. Inoltre, l’investimento nel RE Engine e la fiducia in team di sviluppo più giovani dimostrano l’importanza di una visione a lungo termine e della capacità di adattamento in un’industria in continua evoluzione. Riflettete su come queste scelte abbiano contribuito a forgiare l’attuale “età d’oro” di Capcom e su come possano ispirare future strategie di sviluppo e pubblicazione nel settore.







