
Abbiamo analizzato i tagli Xbox: ID Software a rischio e la disconnessione tra successo e stabilità lavorativa
- 136 sviluppatori licenziati da id Software, su 185 totali.
- 1.600 individui colpiti dai tagli Xbox nella divisione gaming.
- Doom: The Dark Ages, lancio più grande nella storia di id, non ha evitato i licenziamenti.
- Microsoft ha acquisito Activision Blizzard per 75 miliardi di dollari, ma continuano i tagli.
Le recenti decisioni di Microsoft, in particolare quelle riguardanti la sua divisione Xbox, hanno generato un’ondata di preoccupazione e critiche all’interno dell’industria dei videogiochi. Il 09 agosto 2026, l’attenzione è puntata sulle conseguenze delle massicce riduzioni di personale che hanno colpito diversi studi, tra cui id Software, un nome storico nel panorama dello sviluppo di videogiochi. Un programmatore senior di id Software, con sedici anni di esperienza nello studio, Chris Hays, ha espresso apertamente il suo disappunto, affermando che la dirigenza di Xbox dimostra una mancanza fondamentale di comprensione per l’arte, i giochi e il modello di business intrinseco a questo settore. Secondo Hays, un’azienda che orienta le proprie strategie in base a trimestri fiscali non è idonea a coltivare progetti artistici che richiedono anni per maturare. Questa prospettiva evidenzia una tensione tra le logiche finanziarie a breve termine e i processi creativi a lungo termine tipici dello sviluppo di videogiochi di successo.
Le riduzioni di personale di Xbox hanno interessato circa 1.600 individui nella divisione gaming, con ulteriori tagli previsti. id Software, lo studio dietro titoli iconici come Doom, Quake e il Wolfenstein originale, è stato particolarmente colpito. Sebbene il direttore di Doom: The Dark Ages, Hugo Martin, abbia cercato di rassicurare, affermando che lo studio mantiene le dimensioni che aveva durante lo sviluppo di Doom 2016 e che la tecnologia id Tech è pienamente operativa, le dichiarazioni di Hays suggeriscono una realtà più complessa. Egli ha sollevato interrogativi cruciali sulla capacità dello studio di mantenere gli standard qualitativi e la portata dei progetti precedenti, come The Dark Ages, con team ridotti. La perdita di intere discipline e la mancanza di chiarezza su chi assumerà le responsabilità dei ruoli eliminati, come gli artisti delle skybox o i team di infrastruttura e motore grafico, sollevano dubbi significativi sulla futura operatività di id Software. Hays ha concluso con un’affermazione lapidaria: “Non siamo la stessa id, siamo la metà della stessa id“.
Il Paradosso del Successo e la Fragilità dell’Industria
La situazione di id Software è ulteriormente aggravata dal fatto che le riduzioni di personale sono avvenute poco prima del lancio dell’espansione Revelation per Doom: The Dark Ages. Un’altra fonte anonima interna allo studio ha rivelato che Microsoft non ha atteso di valutare il successo del prodotto prima di procedere con i licenziamenti. Questo è particolarmente ironico, dato che Revelation ha ricevuto recensioni entusiastiche su Steam ed è stato classificato tra i giochi più apprezzati del 2026 su Opencritic. Inoltre, Doom: The Dark Ages, lanciato nel 2025, è stato il “più grande lancio nella storia di id“. Nonostante questi successi, lo studio è stato ridotto a una “ombra di sé stesso” a poco più di un anno dal suo trionfo.

Le cifre riportate sono allarmanti: si parla di 136 sviluppatori licenziati su un totale di 185, in quella che è la quinta ondata di licenziamenti di massa da quando Microsoft ha acquisito Activision Blizzard per 75 miliardi di dollari. Nonostante l’editore abbia apparentemente spinto Bethesda a produrre più giochi di Doom, Xbox ha deciso di smantellare il team dietro il franchise. La fonte anonima ha affermato che “non ci sono benefici nell’essere di proprietà di Microsoft”, e che l’azienda ha “distrutto immense quantità di valore di cui non credo nemmeno siano consapevoli”. Questa situazione non è isolata: anche Ubisoft ha licenziato 51 sviluppatori presso Ubisoft Barcelona, contemporaneamente al lancio di Assassin’s Creed Black Flag Resynced. Un’altra fonte ha commentato: “Sembra che abbiamo prodotto un buon prodotto e questo non ha alcun effetto sulla tua longevità nel settore”. Questo scenario evidenzia una preoccupante tendenza in cui il successo commerciale non garantisce più la stabilità lavorativa, mettendo in discussione la sostenibilità a lungo termine delle carriere nel settore.
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La Perdita di Valore e l’Erosione del Patrimonio Creativo
La critica più profonda mossa a Microsoft riguarda la presunta distruzione di valore e la potenziale perdita di un patrimonio di conoscenze e competenze. id Software è uno studio con una storia ineguagliabile, che ha rivoluzionato il genere degli sparatutto in prima persona (FPS), un genere che per un certo periodo è stato il più popolare al mondo. Lo studio non ha mai avuto veri e propri passi falsi significativi nella sua lunga storia. La prospettiva che anni di esperienza e innovazione possano andare perduti a causa di decisioni aziendali è motivo di grande rammarico. Un ex artista di id Software ha espresso il suo disappunto, affermando che lo studio leggendario è stato “relegato alle dimensioni di uno studio di supporto” a seguito della strategia di Xbox di “distruggere un team”.
Questa situazione solleva interrogativi fondamentali sulla gestione delle acquisizioni nel settore dei videogiochi. L’integrazione di studi di successo in grandi corporazioni dovrebbe idealmente portare a sinergie e a una maggiore capacità produttiva, non a una diminuzione delle risorse e a una demoralizzazione del personale. La percezione che Microsoft non comprenda la natura intrinsecamente creativa e a lungo termine dello sviluppo di giochi è un punto cruciale. La creazione di un videogioco di successo richiede non solo talento tecnico, ma anche una visione artistica, un’iterazione costante e la capacità di coltivare idee complesse per periodi prolungati. Quando queste dinamiche vengono sacrificate in nome di obiettivi finanziari a breve termine, il rischio è quello di compromettere non solo la qualità dei prodotti futuri, ma anche la vitalità e l’innovazione dell’intero settore. La perdita di 136 sviluppatori da id Software non è solo una questione di numeri, ma rappresenta la dispersione di un capitale intellettuale e creativo che sarà difficile da ricostruire.
I nostri consigli
Per i gamer occasionali, il consiglio è di non lasciarsi scoraggiare dalle notizie negative sull’industria. Ci sono ancora tantissimi giochi validi e divertenti da scoprire, spesso sviluppati da team indipendenti che mantengono viva la passione e l’innovazione. Provate a esplorare titoli meno blasonati o giochi “indie” che spesso offrono esperienze uniche e gratificanti, libere dalle pressioni delle grandi corporazioni.
Per i gamer esperti, questa situazione dovrebbe stimolare una riflessione più profonda sul futuro del medium. La tendenza alla consolidazione e ai licenziamenti di massa, anche in studi di successo, evidenzia una crescente disconnessione tra il valore creativo e il valore aziendale percepito. Considerate l’importanza di supportare attivamente gli sviluppatori indipendenti e di partecipare a discussioni che promuovano una maggiore sostenibilità e rispetto per i talenti all’interno dell’industria. La vostra voce, come consumatori e appassionati, può contribuire a modellare un futuro in cui l’arte e l’innovazione siano valorizzate tanto quanto i profitti.







