Morrowind: Should Bethesda dare to remake this sacred game?

A Bethesda veteran raises doubts about a Morrowind remake: technical challenges, nostalgia, and the risk of disappointing fans. Is a new game in the same setting a better option?

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  • 2002: The year The Elder Scrolls III: Morrowind was released.
  • Bruce Nesmith worked at Bethesda for 17 years, left during Starfield's development.
  • Nesmith suggests Summerset Isles for The Elder Scrolls VI's setting.

Un acceso dibattito si è riacceso nella comunità dei videogiocatori riguardo alla possibilità di un remake di The Elder Scrolls III: Morrowind. Questo gioco di ruolo, uscito nel lontano 2002, ha segnato un’epoca e continua a essere amato da molti. Tuttavia, un veterano di Bethesda, Bruce Nesmith, che ha lavorato per 17 anni nella società e ha ricoperto il ruolo di lead designer per Skyrim, ha espresso seri dubbi sulla fattibilità e sull’opportunità di un’operazione del genere. Le sue affermazioni hanno scatenato reazioni contrastanti, mettendo in luce la complessa relazione tra nostalgia, innovazione e le sfide tecniche nello sviluppo di videogiochi.

Nesmith, che ha lasciato Bethesda nel 2021 durante lo sviluppo di Starfield, ha sollevato due problemi principali. Il primo riguarda la possibile perdita del codice sorgente originale del gioco. Un problema non da poco, considerando l’età del titolo. Il secondo, forse ancora più controverso, è che l’esperienza di gioco di Morrowind, a suo parere, potrebbe non reggere il confronto con gli standard odierni.

Ostacoli Tecnici e la Sfida della Nostalgia

Secondo Nesmith, anche se Bethesda avesse ancora il codice sorgente di Morrowind, non è detto che sarebbe possibile compilarlo. Questo problema tecnico è significativo, poiché renderebbe un remake molto più complicato rispetto a una semplice rimasterizzazione. Nesmith ha fatto un paragone con Oblivion, il cui codice era ancora accessibile e compilabile, rendendo possibile la sua rielaborazione.

Ma il vero nodo cruciale, secondo Nesmith, è la nostalgia. Egli sostiene che molti giocatori ricordano Morrowind con affetto, ma che l’esperienza di giocarci oggi potrebbe essere deludente. “Tornate a giocare a Morrowind e ditemi se è davvero il gioco a cui volete giocare di nuovo“, ha affermato. Nesmith non si è fermato qui, sottolineando che anche Oblivion presenta momenti che oggi potrebbero far “arricciare il naso” ai giocatori, ammettendo di essere responsabile di alcuni di questi momenti in quanto senior designer del gioco.

Cosa ne pensi?
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  • E se invece di un remake, Bethesda creasse un prequel? 🤔......

Un Nuovo Gioco nell’Ambientazione di Morrowind?

Invece di un remake diretto, Nesmith propone di creare un gioco completamente nuovo ambientato nel mondo di Morrowind. Questa soluzione permetterebbe di sfruttare la tecnologia e il design moderni per creare un’esperienza più attuale, pur mantenendo gli elementi iconici che hanno reso Morrowind un classico. Ad esempio, Nesmith ha citato il “palazzo del granchio gigante” come un elemento che potrebbe essere riproposto in un nuovo gioco.

Questa idea riflette una filosofia di design che Nesmith ha contribuito a plasmare durante il suo periodo in Bethesda. In particolare, ha sostenuto la necessità di allontanarsi da sistemi di statistiche e menu complessi, in favore di un’esperienza di gioco più intuitiva e coinvolgente. Questo approccio ha portato alla rimozione degli attributi in Skyrim, una decisione che, secondo Nesmith, è passata quasi inosservata alla maggior parte dei giocatori. L’idea alla base era semplice: si migliora in ciò che si fa, facendolo.

Il Futuro di The Elder Scrolls e l’Importanza delle Scelte del Giocatore

Guardando al futuro di The Elder Scrolls, Nesmith ha suggerito che potrebbe essere il momento di cambiare ambientazione, proponendo le isole Summerset degli elfi come possibile scenario per The Elder Scrolls VI. Questo permetterebbe di tornare a un’ambientazione high fantasy e di mettere gli elfi, che spesso sono stati personaggi secondari, al centro della storia.

Un altro aspetto importante che Nesmith ha sottolineato è l’importanza delle scelte del giocatore. Prendendo spunto dal successo di Baldur’s Gate 3, ha evidenziato come sia fondamentale che le decisioni dei giocatori abbiano un impatto significativo sul mondo di gioco. In passato, Bethesda ha spesso “messo via i giocattoli“, resettando il mondo dopo le storyline delle gilde per garantire che tutti i contenuti fossero accessibili in una singola partita. Nesmith suggerisce che potrebbe essere il momento di cambiare questa formula, richiedendo più playthrough per vedere tutto e rendendo così ogni scelta più importante.

I Nostri Consigli

La discussione sul remake di Morrowind solleva una questione più ampia: come bilanciare la nostalgia con l’innovazione nello sviluppo di videogiochi? È giusto cercare di ricreare fedelmente un classico, oppure è meglio reinterpretare il suo spirito in un contesto moderno?

Consiglio per i gamer occasionali: Se siete incuriositi da Morrowind ma intimoriti dalla sua età, provate a giocare a Skyrim con delle mod che ne riprendano elementi e ambientazioni. Questo vi darà un’idea del mondo di Morrowind senza dover affrontare le sue meccaniche più obsolete.

Nozione per i gamer esperti: Considerate l’impatto delle mod sulla longevità dei giochi. Morrowind ha una comunità di modding molto attiva che continua a creare contenuti e a migliorare il gioco, dimostrando come il supporto della comunità possa estendere la vita di un videogioco ben oltre la sua data di uscita originale.

In definitiva, la decisione di fare o meno un remake di Morrowind spetta a Bethesda. Ma il dibattito che si è acceso dimostra quanto questo gioco sia ancora importante per molti giocatori e quanto sia difficile conciliare il desiderio di rivivere un’esperienza amata con la necessità di innovare e guardare al futuro.


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