
Allarme Ubisoft: licenziamenti di massa e futuro incerto!
- Ubisoft: taglio di 200 milioni di euro entro marzo 2028.
- Organico ridotto di 3.632 unità tra 2022 e 2025.
- Previsti licenziamenti il 12 febbraio 2026, circa 2.400 posti a rischio.
L’industria dei videogiochi è scossa da una notizia che riguarda uno dei suoi pilastri: Ubisoft. La compagnia francese, nota per franchise di successo come Assassin’s Creed e The Division, sta attraversando un periodo di profonda trasformazione, segnato da ristrutturazioni, cancellazioni di progetti e, purtroppo, tagli al personale.
Ristrutturazione e tagli al personale: una manovra necessaria?
La recente ondata di annunci da parte di Ubisoft ha fatto scalpore nel settore. Oltre alla cancellazione di titoli in sviluppo e alla chiusura di studi, un aspetto cruciale, ma forse sottovalutato, è l’impatto umano di queste decisioni. L’obiettivo dichiarato è di risparmiare ulteriori 200 milioni di euro entro la fine di marzo 2028. Questo potrebbe tradursi nella perdita del posto di lavoro per migliaia di sviluppatori. Si tratterebbe della “terza e ultima fase” di un piano di riduzione dei costi iniziato anni fa.
Ubisoft ha già ridotto il suo organico da 20.729 dipendenti (settembre 2022) a 17.097 (settembre 2025), con una diminuzione di 3.632 unità. Gli studi di Londra, Osaka, San Francisco, Leamington, Halifax e Stoccolma hanno chiuso i battenti. Ulteriori licenziamenti sono previsti per il 12 febbraio 2026. Considerando che la nuova fase di tagli è pari a circa due terzi della precedente, si stima che circa 2.400 persone potrebbero perdere il lavoro entro marzo 2028.

Inoltre, Ubisoft sta imponendo un ritorno obbligatorio in ufficio per 5 giorni a settimana, offrendo al contempo “indennità annuali” per il lavoro da casa. Questa mossa, presentata come un modo per migliorare “efficienza, creatività e successo collettivo”, è vista da molti sviluppatori come un tentativo di indurre ulteriori dipendenti a lasciare l’azienda, riducendo così i costi senza annunci di licenziamenti di massa.
- Ubisoft ha creato giochi fantastici, spero si riprenda... 👍...
- Troppi licenziamenti, la qualità dei giochi ne risentirà... 👎...
- E se il problema fosse la mancanza di nuove idee... 🤔...
Le conseguenze di una gestione discutibile
Ubisoft sta attraversando un periodo difficile da diversi anni, nonostante abbia in cantiere progetti promettenti. La gestione interna, le continue ristrutturazioni e la mancanza di responsabilità da parte dei vertici hanno creato un ambiente di lavoro problematico per molti sviluppatori. Come possono i dipendenti essere motivati e creativi sapendo che migliaia di colleghi potrebbero perdere il lavoro nei prossimi anni? Come possono fidarsi di una leadership che ripete gli stessi errori senza assumersi le proprie responsabilità?
È evidente che la ristrutturazione di Ubisoft deve partire dall’alto, affrontando le cause profonde dei problemi anziché limitarsi a tagliare i costi. La compagnia punta a creare franchise da 1 miliardo di dollari, ma continua a perdere talenti a causa di licenziamenti e ristrutturazioni.
Progetti cancellati e titoli in arrivo: un futuro incerto
Le difficoltà di Ubisoft si riflettono anche nella cancellazione di diversi progetti importanti, tra cui il remake di Prince of Persia: Sands of Time. Questo titolo, molto atteso dai fan, era stato inizialmente affidato a uno studio esterno, per poi essere riportato internamente a Ubisoft Montreal. La sua cancellazione, nonostante il lavoro già svolto, è un segnale preoccupante.
Tuttavia, Ubisoft non si arrende e punta a un 2026 all’insegna della nostalgia, con remake di Assassin’s Creed 4: Black Flag e Prince of Persia: The Sands of Time in fase di completamento, oltre a una riedizione del primo The Division. Resta da vedere se questi titoli saranno in grado di risollevare le sorti della compagnia.
I nostri consigli
La situazione di Ubisoft è un monito per l’intera industria dei videogiochi. Dimostra come una gestione aziendale miope e focalizzata esclusivamente sul profitto possa danneggiare la creatività, l’innovazione e il benessere dei dipendenti. È fondamentale che le aziende del settore investano nelle proprie risorse umane, creando un ambiente di lavoro stimolante e gratificante.
Consiglio per i gamer occasionali: non lasciatevi scoraggiare dalle difficoltà di Ubisoft. Continuate a supportare i giochi che vi piacciono e a dare una possibilità ai nuovi titoli. Il vostro feedback è importante per spingere le aziende a migliorare e a creare esperienze di gioco sempre più coinvolgenti.
Nozione per i gamer esperti: tenete d’occhio le dinamiche interne delle aziende di videogiochi. Informatevi sulle condizioni di lavoro degli sviluppatori e sulle politiche aziendali. Il vostro supporto può fare la differenza nel promuovere un’industria più etica e sostenibile.
In definitiva, la vicenda Ubisoft ci invita a riflettere sul ruolo che vogliamo che il gaming abbia nella nostra società. Vogliamo un’industria guidata esclusivamente dal profitto, o un’industria che valorizzi la creatività, l’innovazione e il benessere delle persone che la rendono possibile? La risposta è nelle nostre mani.







