
The Elder Scrolls in tv: un azzardo o una scommessa vincente?
- Nesmith dubita del successo per la standardizzazione del genere fantasy.
- Il successo di Fallout TV risiede nella premessa inusuale.
- Bethesda non ha bisogno di marketing per The Elder Scrolls 6.
- Offrire qualcosa di nuovo per il pubblico non-gamer.
L’inaspettato successo della serie TV di Fallout ha inevitabilmente sollevato un interrogativo cruciale nel mondo del gaming: vedremo mai un adattamento televisivo di The Elder Scrolls? La domanda, che aleggia nell’aria da tempo, ha trovato una risposta, seppur non definitiva, nelle parole di Bruce Nesmith, figura chiave nello sviluppo di Skyrim e con un passato in Fallout 3.
L’opinione di un veterano: Bruce Nesmith
Nesmith, in una recente intervista, ha espresso forti dubbi sulla fattibilità di una serie TV ambientata nell’universo di The Elder Scrolls. La sua argomentazione si basa sulla presunta “standardizzazione” del genere fantasy in cui la saga è immersa. A suo dire, The Elder Scrolls si sforza di aderire a canoni fantasy già ampiamente esplorati, a differenza di Fallout, che si distingue per la sua originalità e unicità.
Secondo Nesmith, il successo di Fallout come serie TV risiede proprio nella sua premessa inusuale e nel suo setting post-apocalittico, elementi che lo rendono immediatamente riconoscibile e attrattivo per il pubblico. Al contrario, un adattamento di The Elder Scrolls rischierebbe di perdersi nel mare magnum delle produzioni fantasy, affollato da elfi, magie e draghi, senza offrire nulla di veramente nuovo o sorprendente.

Nesmith ha inoltre sottolineato che Bethesda potrebbe non aver bisogno di un’operazione di marketing per The Elder Scrolls 6, dato l’hype già esistente attorno al gioco. A suo parere, i guadagni derivanti da una serie TV sarebbero irrisori rispetto agli introiti generati dai videogiochi, rendendo l’adattamento televisivo più una trovata pubblicitaria che una vera e propria fonte di profitto.
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Le ragioni di un possibile fallimento
L’obiezione principale di Nesmith riguarda la difficoltà di distinguersi in un panorama televisivo già saturo di produzioni fantasy. Serie come Il Signore degli Anelli e Game of Thrones hanno definito gli standard del genere, rendendo arduo per qualsiasi nuova produzione emergere e catturare l’attenzione del pubblico. Anche The Witcher, pur essendo un adattamento videoludico, si avvicina pericolosamente ai temi e alle atmosfere di The Elder Scrolls, rischiando di creare una sovrapposizione che potrebbe danneggiare l’interesse verso un’eventuale serie TV.
Un altro punto critico sollevato da Nesmith riguarda la necessità di offrire qualcosa di veramente nuovo e originale per attirare il pubblico non-gamer. Fallout è riuscito in questo intento grazie alla sua ambientazione unica e al suo tono satirico e grottesco. The Elder Scrolls, al contrario, dovrebbe reinventarsi per non risultare un semplice clone di altre produzioni fantasy.
Un futuro incerto per The Elder Scrolls sul piccolo schermo
Nonostante le perplessità espresse da Nesmith, l’idea di un adattamento di The Elder Scrolls non è del tutto da scartare. Tuttavia, per avere successo, Bethesda dovrebbe osare e sperimentare, creando una serie TV che si discosti dai canoni tradizionali del genere fantasy. Un approccio potrebbe essere quello di concentrarsi su aspetti meno esplorati dell’universo di The Elder Scrolls, come le intricate trame politiche, le complesse dinamiche sociali o le oscure leggende che permeano il mondo di Tamriel.
Inoltre, Bethesda potrebbe prendere in considerazione l’idea di realizzare un film anziché una serie TV. Un lungometraggio potrebbe concentrarsi su una singola storia o evento, offrendo una visione più concisa e focalizzata dell’universo di The Elder Scrolls.
I nostri consigli
In conclusione, l’adattamento televisivo di The Elder Scrolls rappresenta una sfida complessa e rischiosa. Il successo di Fallout non garantisce automaticamente il successo di un’altra serie TV basata su un videogioco Bethesda. Per emergere in un panorama televisivo affollato e competitivo, The Elder Scrolls dovrebbe reinventarsi e offrire qualcosa di veramente nuovo e originale.
Per i gamer occasionali, consigliamo di riscoprire The Elder Scrolls Online. Questo MMORPG offre un’esperienza immersiva e accessibile, perfetta per chi vuole esplorare il mondo di Tamriel senza doversi impegnare in complesse meccaniche di gioco.
Per i gamer esperti, suggeriamo di esplorare le numerose mod disponibili per Skyrim. Queste modifiche possono trasformare radicalmente il gioco, aggiungendo nuove quest, personaggi, ambientazioni e meccaniche di gioco, offrendo un’esperienza sempre fresca e stimolante.
La riflessione che ne consegue è che, al di là del successo commerciale, l’adattamento di un videogioco in un altro medium deve preservare l’anima e l’essenza dell’opera originale, offrendo al contempo qualcosa di nuovo e interessante per il pubblico. Solo così si può evitare di trasformare un capolavoro videoludico in un’operazione di marketing senz’anima. È fondamentale che l’adattamento sia guidato dalla passione e dalla creatività, piuttosto che dalla mera logica del profitto.







