
Scandalo Ubisoft: Ex capo di Assassin’s Creed fa causa per demansionamento!
- Côté chiede quasi 1 milione di dollari per licenziamento costruttivo.
- Ubisoft ha investito 1,25 miliardi in Vantage Studios con Tencent.
- Côté era Vice Presidente di Assassin's Creed dal 2022.
L’industria videoludica è scossa da una vicenda legale che vede protagonista un ex dirigente di alto livello di Ubisoft, una delle aziende leader nel settore. Marc-Alexis Côté, figura chiave del franchise Assassin’s Creed, ha intrapreso un’azione legale contro il colosso francese, chiedendo un risarcimento danni di quasi un milione di dollari. La causa verte sulle circostanze della sua uscita da Ubisoft, che Côté definisce un “licenziamento costruttivo”.
La genesi della disputa
Côté, con un’esperienza ventennale in Ubisoft, ha ricoperto il ruolo di Vice Presidente e Produttore Esecutivo del franchise Assassin’s Creed a partire da marzo 2022. Nell’ottobre del 2025, Ubisoft ha annunciato la sua dipartita, comunicando di avergli offerto una posizione presso i nuovi Vantage Studios, incaricati di supervisionare Assassin’s Creed e altre proprietà intellettuali. Tuttavia, Côté ha rifiutato l’offerta.
Poco dopo l’annuncio, Côté ha contestato pubblicamente la versione di Ubisoft tramite un post su LinkedIn, affermando: “Non me ne sono andato. Sono rimasto al mio posto finché Ubisoft non mi ha chiesto di farmi da parte”. Nonostante ciò, aveva espresso di non provare risentimento per le circostanze che avevano portato alla sua uscita.
La situazione è precipitata quando Ubisoft ha creato Vantage Studios, una sussidiaria sostenuta da un investimento di 1,25 miliardi di dollari da parte di Tencent. Questa nuova struttura avrebbe dovuto gestire i franchise più redditizi dell’azienda, tra cui Rainbow Six Siege, Far Cry e, ovviamente, Assassin’s Creed. Prima di questa riorganizzazione, Côté rispondeva direttamente al CEO di Ubisoft, Yves Guillemot.
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La presunta demansionamento
Secondo la causa intentata da Côté, Ubisoft intendeva assumere un “Head of Franchise” che avrebbe supervisionato tutte le principali IP, compreso Assassin’s Creed. Questo avrebbe di fatto demansionato Côté. La posizione di “Head of Franchise” era basata in Francia, rendendo Côté ineleggibile a meno che non fosse disposto a trasferirsi.
A Côté sarebbe stato offerto un ruolo di “Head of Production” o una posizione ambigua a capo di una “Creative House” che supervisionava un franchise minore. Rifiutando queste offerte, Côté ha richiesto la liquidazione per aver perso la sua posizione. Ubisoft ha reagito annunciando pubblicamente e internamente la sua partenza come “volontaria”.

Côté sostiene che questa situazione costituisca un licenziamento costruttivo, in quanto è stato costretto a scegliere tra un ruolo significativamente ridimensionato e l’abbandono dell’azienda. I suoi avvocati sostengono che, secondo la legge canadese sul lavoro, essere costretti a scegliere tra un demansionamento e le dimissioni equivale a un licenziamento costruttivo, che gli darebbe diritto alla liquidazione completa.
Oltre al risarcimento danni e alla liquidazione, Côté chiede anche l’annullamento di una clausola di non concorrenza che limita le sue opportunità di lavoro nel settore dei videogiochi.
Le implicazioni per Ubisoft
La vicenda legale arriva in un momento delicato per Ubisoft. La società ha subito diverse performance al di sotto delle aspettative per progetti ad alto budget, e la creazione di Vantage Studios è stata vista come una mossa strategica per razionalizzare il processo decisionale e garantire un flusso costante di uscite multipiattaforma.
L’investimento di Tencent in Vantage Studios ha fornito a Ubisoft un’iniezione di liquidità significativa, consentendole di mantenere il controllo creativo sulla joint venture. Tuttavia, la causa intentata da Côté potrebbe gettare un’ombra sulla strategia di ristrutturazione e sollevare interrogativi sulla gestione del personale e sulla cultura aziendale di Ubisoft.
È importante sottolineare che, nel 2022, Côté aveva annunciato un cambio di strategia per lo sviluppo di Assassin’s Creed, con cicli di sviluppo più lunghi per garantire una maggiore sostenibilità per i team e un supporto prolungato per i giochi. Questa decisione ha portato al rinvio di Assassin’s Creed Shadows, originariamente previsto per il 2024.
I nostri consigli
La vicenda Côté-Ubisoft solleva questioni importanti sulla gestione delle risorse umane e sulle strategie aziendali nel settore dei videogiochi. Per i gamer occasionali, questa storia può servire da monito sull’importanza di informarsi sulle dinamiche interne delle aziende che producono i loro giochi preferiti. Conoscere le sfide che i team di sviluppo affrontano può aiutare ad apprezzare ancora di più il prodotto finale.
Per i gamer esperti, questa vicenda può essere un’occasione per riflettere sull’impatto delle decisioni aziendali sulla qualità dei giochi. La pressione per massimizzare i profitti e la riorganizzazione interna possono influenzare negativamente la creatività e la passione dei team di sviluppo. È importante sostenere i giochi che dimostrano un’attenzione alla qualità e al benessere dei dipendenti, contribuendo a creare un’industria videoludica più sana e sostenibile.
In conclusione, la causa intentata da Marc-Alexis Côté contro Ubisoft è un evento significativo che merita attenzione. Al di là delle implicazioni legali, questa vicenda offre uno spaccato sulle sfide e le complessità del mondo dello sviluppo dei videogiochi, invitando i giocatori a riflettere sul ruolo che possono avere nel plasmare il futuro di questa industria.







