
Modding VR: perché CD PROJEKT RED ha bloccato la mod di Cyberpunk 2077?
- Cd projekt red ha bloccato la mod vr monetizzata su patreon.
- ross ha creato la mod con il framework r.e.a.l. vr.
- la direttiva 2009/24/ce tutela il codice sorgente dei programmi.
- counter-strike è nato come mod di half-life.
Il caso Cyberpunk 2077
La recente rimozione della mod VR per Cyberpunk 2077, creata dal modder Luke Ross, dalla piattaforma Patreon a seguito di un’azione di DMCA (Digital Millennium Copyright Act), ha riacceso un acceso dibattito all’interno della comunità videoludica. La vicenda, che vede contrapposti un singolo sviluppatore indipendente e un colosso come CD Projekt Red, solleva questioni fondamentali sul futuro del modding, in particolare nel contesto della realtà virtuale, e sull’equilibrio tra la tutela del diritto d’autore e la libertà creativa. La Digital Millennium Copyright Act, è una legge sul copyright degli Stati Uniti che implementa due trattati del 1996 dell’organizzazione mondiale per la proprietà intellettuale (WIPO). Criminalizza la produzione e la divulgazione di tecnologie, dispositivi o servizi intesi ad aggirare le misure (note come “gestione dei diritti digitali” o DRM) che controllano l’accesso a opere protette dal copyright. Criminalizza anche l’atto di aggirare un controllo di accesso, anche quando non vi è alcuna violazione del copyright. Ross è noto per aver introdotto elementi di realtà virtuale in svariati titoli tripla A grazie al suo innovativo framework R. E. A. L. VR; tuttavia, si è visto costretto a ritirare la sua mod dopo che CD Projekt Red ha lamentato una violazione delle sue linee guida sui contenuti generati dagli utenti. Il fulcro del disaccordo concerne il fatto che la suddetta mod era disponibile con un sistema di monetizzazione su Patreon—una condotta che va contro le regole stabilite dalla casa polacca sviluppatrice del gioco. Questo intervento normativo sembra derivare da un intento di salvaguardare i diritti sulla proprietà intellettuale, eppure ha scatenato forti reazioni tra i fan e sollevato timori circa una futura riduzione dello spazio creativo e dell’innovazione all’interno del panorama del modding stesso. L’intera situazione ha preso una svolta sorprendente quando alcuni esponenti della community hanno cominciato a diffondere illecitamente la versione modificata attraverso vie non ufficiali come risposta allo strike DMCA ricevuto. La complessità di questo sistema implica la necessità di possedere abilità tecniche elevate e richiede una continua cura manutentiva. Di conseguenza, il modder ha scelto in maniera costante di capitalizzare il suo impegno attraverso un modello basato su abbonamento offerto su *Patreon.

La posizione di cd Projekt Red e le implicazioni legali
In modo esplicito e trasparente nei confronti della questione del modding, CD Projekt Red ha intrapreso azioni legali per salvaguardare i propri diritti relativi alla proprietà intellettuale. Jan Rosner, il vp of business development dell’azienda polacca, ha chiaramente affermato che ogni eventuale guadagno generato attraverso l’uso delle sue creazioni richiede una previa approvazione da parte dell’organizzazione stessa. Pertanto, è stata offerta a Ross l’opzione di rendere disponibile gratuitamente la mod oppure eliminarla integralmente; entrambe le scelte sarebbero state accompagnate dalla possibilità per gli utenti di effettuare donazioni volontarie. Questa posizione rigorosa rispecchia le linee guida denominate Fan Content Guidelines, che escludono in maniera netta ogni forma commerciale per contenuti derivati senza un consenso ufficiale registrato con CD Projekt Red. Tali norme protettive possono essere giustificate nell’ambito della salvaguardia sia degli investimenti economici sia dell’identità del marchio stesso; tuttavia ci si può domandare se questa postura possa effettivamente favorire una connessione proficua e sinergica con gli appassionati del settore del modding. Il sistema R. E. A. L. VR, secondo la prospettiva di Ross, non rappresenterebbe un’opera derivata, bensì una tecnologia autonoma, compatibile con vari motori grafici e priva di codice o asset appartenenti allo studio polacco. Secondo Ross, il suo lavoro si limita a interfacciare il gioco con la tecnologia VR, senza alterarne il codice sorgente o incorporare elementi protetti da copyright. Questo distinguo, intrinsecamente tecnico, riveste un peso notevole nell’ambito giuridico. Se il framework sviluppato da Ross si limitasse effettivamente a processare e modificare i dati di rendering del gioco in tempo reale, senza inglobare contenuti coperti da diritto d’autore, la sua categorizzazione come “opera derivata” potrebbe essere fortemente contestata.
La questione dei diritti d’autore nel contesto del modding è particolarmente complessa e controversa. La normativa europea, in particolare la Direttiva 2009/24/CE, tutela il codice sorgente e il codice oggetto dei programmi, ma non le concezioni o i meccanismi operativi sottostanti. La Corte di Giustizia dell’Unione Europea (CGUE) si è espressa in merito, stabilendo che la modifica della memoria RAM di un gioco non costituisce una violazione del copyright, aprendo uno spiraglio alla “libertà di modding”. Tuttavia, resta il limite invalicabile della modifica del codice sorgente o dell’utilizzo di asset protetti da copyright. La distinzione tra “opera derivata” e “modifica” è spesso labile e soggetta a interpretazioni, rendendo la situazione legale particolarmente complessa.
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- CD Projekt Red ha ragione a difendere la sua IP, ma......
- La mod VR non è un'opera derivata, bensì... 🤔...
Il futuro del modding vr e le possibili soluzioni
Il fenomeno relativo a Cyberpunk 2077 costituisce un esempio non isolato nel panorama videoludico contemporaneo. Anteriormente, Luke Ross ha sperimentato episodi analoghi ad opera di Take-Two Interactive in relazione alle sue creazioni VR dedicate a titoli come Grand Theft Auto 5, Red Dead Redemption 2 e alla trilogia di Mafia. Tali eventi mettono in luce una sottile inclinazione delle corporazioni ludiche maggiori: queste sembrano disposte ad accettare l’esistenza del modding gratuito, salvo poi intervenire energicamente qualora si tentasse una forma di monetizzazione associata al lavoro svolto dai modder stessi. Una simile posizione potrebbe generare problematiche significative per lo sviluppo futuro del settore del modding VR nel lungo periodo; essa rischia, infatti, di impedire quella libera espressione creativa e innovativa che rappresenta uno degli aspetti più affascinanti dell’attuale cultura videoludica. La realtà è che molti creatori indipendenti non hanno la possibilità economica necessaria per investire tempo ed energie nella realizzazione delle loro opere senza ricevere alcun compenso.
In questo contesto emergenziale, va sottolineata l’importanza vitale della comunità dei modder all’interno dell’industria dei videogiochi: costoro offrono contributi preziosi sia nell’estendere la longevità dei titoli esistenti sia nel potenziarne le funzionalità complessive attraverso novità stimolanti destinate agli utenti finali. Non raramente ci sono situazioni in cui certe modifiche hanno acquisito tale successo da venire formalmente integrate nei prodotti originali dagli sviluppatori stessi. Il fenomeno di Counter-Strike ha avuto inizio come una modifica a Half-Life, ma ha successivamente evoluto il suo status fino a diventare uno dei titoli più popolari a livello globale.
Affinché il modding VR possa prosperare nel lungo periodo, diventa cruciale stabilire una sinergia equilibrata fra i diritti d’autore detenuti dalle compagnie e l’innovazione artistica espressa dai moderatori. Tra le varie possibilità esplorabili vi sarebbe l’implementazione di un sistema licenziatario che consenta ai creator non soltanto l’adeguato riconoscimento legale ma anche opportunità remunerative per le loro opere. In alternativa, si potrebbe favorire l’afflusso diretto delle donazioni da parte degli utenti finali, ponendo in atto così strategie economiche che supportino duramente coloro che sviluppano contenuti aggiuntivi. Inoltre, le compagnie stesse hanno molto da guadagnare nell’offrire attivamente assistenza alla comunità del modding tramite strumenti innovativi e risorse necessarie allo sviluppo creativo dei progetti paralleli. Indubbiamente la creazione di canali comunicativi efficaci tra corporazioni e sviluppatori sarà fondamentale nel raggiungere accordi reciprocamente vantaggiosi.
I nostri consigli
Il tema riguardante la monetizzazione del modding appare come una questione delicata, oscillando fra il mantenimento dei diritti legati alla proprietà intellettuale e l’incoraggiamento verso nuove forme espressive. Che ruolo possiamo giocare noi videogiocatori nel sostenere sia il fenomeno del modding che quello della realtà virtuale?
Suggerimento destinato ai videogiocatori meno assidui: Qualora proviate affetto nei confronti di un titolo particolare ed intendiate fornire supporto ai creatori dei contenuti aggiuntivi che ne amplificano l’appeal, non sottovalutate l’importanza delle donazioni. Un contributo anche minimo può risultare significativo per coloro che si dedicano con impegno al perfezionamento dell’esperienza ludica comune.
Suggerimento riservato ai gamers più esperti: Approfondite le possibilità innovative fornite dagli strumenti dedicati al modding, già integrati nella maggior parte dei vostri giochi favoriti. Tali risorse vi consentono non solo d’adattare le dinamiche ludiche a vostre esigenze personali ma anche d’integrarvi nella comunità sviluppando contenuti propri: potete persino cimentarvi nella creazione stessa delle vostre modifiche!
L’universo videoludico continua a cambiare incessantemente; proprio qui risiede la vitalità propulsiva fornita dal modding. È nostra responsabilità, in qualità di giocatori, impegnarci attivamente nella formazione di un ecosistema che sia tanto sano quanto sostenibile. In questo ambiente ideale, si dovrebbero non solo promuovere la creatività*, ma anche tutelare adeguatamente i diritti degli individui coinvolti. La ricerca dell’equilibrio tra queste dimensioni risulta essere cruciale per dar vita a un panorama ludico carico di nuove opportunità e avventure memorabili.







