
Anthem si spegne: cosa significa per il futuro di Bioware?
- Il 12 gennaio 2026 chiudono i server di Anthem.
- "Anthem 2.0" cancellato nel 2021, Warner lascia BioWare.
- Mass Effect 5: la speranza per BioWare dopo 10 anni difficili.
Il conto alla rovescia è iniziato. Mancano pochi giorni al 12 gennaio 2026, data in cui Electronic Arts (EA) disattiverà definitivamente i server di Anthem, il controverso gioco multiplayer di BioWare. L’annuncio, risalente all’estate del 2025, segna la fine di un progetto ambizioso ma travagliato, che ha lasciato un segno indelebile nella storia dello studio canadese.
La chiusura dei server renderà Anthem completamente inaccessibile, indipendentemente dal fatto che i giocatori abbiano acquistato o meno il gioco. Questa realtà, comune ai giochi live service moderni, ha generato frustrazione e ha alimentato movimenti come “Stop Destroying Games” e “Stop Killing Games”, che chiedono tutele legali per preservare l’accesso ai giochi acquistati.
La decisione di EA solleva interrogativi sul futuro dei giochi online che non riescono ad attrarre un pubblico sufficiente a giustificare i costi di gestione dei server. Le alternative, come il rilascio del codice alla comunità per l’hosting di server privati, non sono sempre praticabili.

Un progetto nato sotto cattiva stella
Anthem, lanciato nel 2019, ha avuto un inizio difficile, segnato da problemi tecnici e critiche al gameplay. Nel 2020, BioWare annunciò un ambizioso progetto di revisione, denominato “Anthem 2.0”, con l’obiettivo di reinventare l’esperienza di gioco. Tuttavia, nel 2021, lo sviluppo di questa revisione fu interrotto, e il direttore del gioco, Jonathan Warner, lasciò BioWare.
La storia di Anthem è emblematica delle sfide affrontate da BioWare, uno studio rinomato per i suoi giochi di ruolo single-player, che si è trovato a dover competere nel mercato dei giochi multiplayer. Come ha affermato una figura chiave coinvolta nel progetto, Anthem era una “dicotomia“, un gioco che cercava di essere due cose contemporaneamente, ma che alla fine non è riuscito a essere né l’una né l’altra.
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Il futuro di BioWare appeso a un filo
Le difficoltà di Anthem si sono sommate ai problemi di Mass Effect: Andromeda (2017), mettendo BioWare in una posizione precaria dopo il successo di Dragon Age: Inquisition (2014). L’uscita di Dragon Age: The Veilguard nel 2024, dopo dieci anni di sviluppo travagliato, non ha risollevato le sorti dello studio.
Ora, tutte le speranze sono riposte nel quinto capitolo di Mass Effect, attualmente in sviluppo. Il successo di questo gioco potrebbe essere cruciale per la sopravvivenza di BioWare. Tuttavia, l’acquisizione di EA da parte di un fondo saudita focalizzato sullo sport potrebbe portare a cambiamenti imprevedibili.
È importante sottolineare che la chiusura di Anthem non ha comportato licenziamenti all’interno del team di BioWare. Questo è un sollievo, considerando la recente cancellazione del gioco single-player su Black Panther e la chiusura dello studio Cliffhanger Studios da parte di EA.
I nostri consigli
La fine di Anthem rappresenta un momento di riflessione sull’evoluzione del gaming e sulle sfide che gli sviluppatori devono affrontare per creare esperienze coinvolgenti e durature. Per i giocatori occasionali, il consiglio è di non investire troppo tempo e denaro in giochi live service, che potrebbero essere chiusi in futuro. È preferibile concentrarsi su giochi single-player o su titoli multiplayer con una solida base di giocatori e un supporto costante da parte degli sviluppatori.
Per i gamer esperti, la chiusura di Anthem è un’occasione per riflettere sul valore della proprietà digitale e sulla necessità di proteggere i giochi dal rischio di obsolescenza. È importante sostenere iniziative come “Stop Destroying Games” e “Stop Killing Games”, che si battono per la preservazione del patrimonio videoludico.
In conclusione, la fine di Anthem è un promemoria della natura effimera dei giochi online e della necessità di un approccio più consapevole e responsabile da parte degli sviluppatori e dei giocatori. Ricordiamoci che, al di là delle luci e delle ombre, ciò che conta davvero è il divertimento e le emozioni che i videogiochi ci regalano. Non dimentichiamo mai di giocare per passione, non per obbligo.







