Perché The Elder Scrolls non ha avuto spin-off come Fallout New Vegas?

Scopri il motivo dietro la forte protezione del brand the elder scrolls da parte di todd howard, e come the elder scrolls online ha influenzato questa strategia, evitando spin-off esterni.

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  • Todd Howard è “molto protettivo” del brand, evitando situazioni come Fallout: New Vegas.
  • The Elder Scrolls Online (ESO), lanciato nel 2014, ha “tolto un po' di pressione” per nuovi spin-off.
  • The Elder Scrolls VI, annunciato nel 2018, è ancora a “diversi anni di distanza”.

Nel panorama videoludico odierno, la questione degli spinoff di franchise consolidati è un tema ricorrente, e The Elder Scrolls non fa eccezione. Una delle domande più frequenti tra gli appassionati riguarda l’assenza di un titolo spin-off per questa serie, in contrasto con quanto accaduto per Fallout, che ha visto il successo di Fallout: New Vegas. Secondo le dichiarazioni di Kurt Kuhlmann, ex sviluppatore di Bethesda con vent’anni di esperienza come lead designer e senior designer, la ragione principale risiederebbe nella forte protezione esercitata da Todd Howard, direttore e produttore esecutivo di Bethesda Game Studios, nei confronti del franchise.

Kuhlmann, che ha lasciato lo studio nel 2023, ha condiviso queste intuizioni durante un’intervista con FRVR. Ha evidenziato come l’esperienza di Fallout: New Vegas abbia generato una percezione, o quantomeno una discussione, su chi fosse più abile nel creare un gioco Fallout. Questo ha portato a una polarizzazione tra i fan, con una parte che considerava New Vegas superiore e Obsidian Entertainment più competente nella realizzazione di tali giochi. L’ex sviluppatore ha suggerito che Todd Howard non volesse replicare una situazione simile per The Elder Scrolls. La sua percezione è che Howard sia “molto protettivo” del brand, un atteggiamento che potrebbe aver precluso lo sviluppo di spin-off affidati a studi esterni. Questa cautela si inserisce in un contesto in cui la gestione dell’IP è cruciale per mantenere l’integrità e la visione artistica del franchise.

L’Impatto di The Elder Scrolls Online

Un elemento che ha contribuito a mitigare la pressione per uno spin-off tradizionale è stato il lancio di The Elder Scrolls Online (ESO) nel 2014. Sebbene sia un’esperienza multigiocatore online di massa (MMORPG) e si discosti significativamente dai titoli single-player che hanno caratterizzato la serie principale, ESO ha saputo ritagliarsi un proprio spazio e ha avuto un impatto notevole sulla percezione del franchise. Kuhlmann ha affermato che ESO ha “tolto un po’ di pressione” sull’idea di uno spin-off.

Per molti giocatori, The Elder Scrolls Online è diventato il punto di contatto principale con l’universo di The Elder Scrolls. Questo significa che una parte significativa della base di fan ha avuto la sua esperienza formativa con il franchise attraverso il titolo online, sviluppando un attaccamento e un’aspettativa specifica per quel tipo di gameplay. La sua esistenza ha fornito un’alternativa e un’espansione dell’universo di The Elder Scrolls, soddisfacendo in parte il desiderio di nuovi contenuti e prospettive sul mondo di Tamriel, senza la necessità di un spin-off narrativo tradizionale. La sua longevità e il continuo supporto con nuove espansioni hanno consolidato la sua posizione come componente integrante del franchise, pur mantenendo una distinzione chiara dai capitoli principali.

Cosa ne pensi?
  • Finalmente un po' di chiarezza sul perché non abbiamo avuto uno spin-off......
  • La protezione di Todd Howard sta soffocando la creatività del franchise... 😩...
  • E se il "problema" non fosse l'assenza di spin-off, ma il successo di ESO?... 🤔...

Il Futuro del Franchise e le Aspettative

Nonostante l’esistenza di The Elder Scrolls Online, l’attesa per un nuovo capitolo principale della serie rimane alta. The Elder Scrolls VI è stato annunciato nel 2018, ma a settembre 2026, il suo lancio sembra ancora lontano, potenzialmente a diversi anni di distanza. Questa lunga attesa alimenta ulteriormente le discussioni e le speculazioni tra i fan. Recentemente, Asha Sharma, CEO di Xbox, ha condiviso un’impressione positiva dopo aver visionato una demo del nuovo gioco, descrivendone la “scala e la grandezza come incredibili”. Queste dichiarazioni, seppur incoraggianti, non forniscono dettagli concreti sulla data di uscita o sulle caratteristiche specifiche del gioco, mantenendo un velo di mistero che caratterizza lo sviluppo di titoli di questa portata.

Kuhlmann non ha confermato se ci siano state discussioni formali all’interno di Bethesda riguardo a un potenziale spin-off di The Elder Scrolls. Questo suggerisce che, almeno durante il suo periodo di permanenza nello studio, la priorità è rimasta sui progetti principali o su alternative come ESO. La situazione attuale vede Bethesda attraversare cambiamenti significativi, e in questo contesto, i fan devono accontentarsi di The Elder Scrolls Online in attesa del prossimo capitolo della serie principale. La gestione di un franchise così vasto e amato comporta decisioni strategiche complesse, bilanciando le aspettative dei fan con la visione creativa e gli obiettivi commerciali dello studio. La cautela di Howard, se confermata, riflette una volontà di mantenere un controllo stretto sulla direzione artistica e narrativa di un universo che ha plasmato l’immaginario di milioni di giocatori.

I nostri consigli

Per i gamer occasionali che si avvicinano al vasto mondo di The Elder Scrolls, il nostro consiglio è di non sentirsi obbligati a iniziare dai capitoli più datati. Sebbene titoli come Morrowind e Oblivion siano pietre miliari, la loro complessità e le meccaniche di gioco meno moderne potrebbero risultare ostiche. Iniziate con The Elder Scrolls V: Skyrim, che offre un’esperienza più accessibile e un mondo di gioco ancora oggi affascinante e ricco di contenuti. Permette di immergersi nell’atmosfera del franchise senza la curva di apprendimento ripida dei predecessori, e la sua vasta comunità di modding offre infinite possibilità di personalizzazione e rigiocabilità.

Per i gamer esperti, invece, la discussione sulla protezione del brand da parte di Todd Howard e l’assenza di spin-off alla New Vegas solleva una questione interessante: quanto l’eccessiva protezione di un IP possa limitare l’innovazione e la diversificazione narrativa. Mentre la coerenza del brand è fondamentale, l’esperimento di Fallout: New Vegas ha dimostrato che affidare un universo consolidato a uno studio esterno con una visione complementare può portare a risultati sorprendenti e apprezzati dalla critica e dal pubblico. Riflettete su come un approccio più aperto, pur mantenendo un controllo qualitativo, potrebbe arricchire ulteriormente l’universo di The Elder Scrolls, magari esplorando periodi storici o regioni di Tamriel meno battute, con prospettive narrative inedite che un singolo studio potrebbe non riuscire a sviluppare internamente.


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