Ecco perché The Elder Scrolls 6 sta tardando: l’approccio protettivo di Todd Howard

Abbiamo analizzato per voi le ragioni dietro la lunga attesa per il nuovo capitolo di the elder scrolls, svelando come l'esperienza con fallout: new vegas abbia influenzato la strategia di bethesda e la "gelosia" di todd howard per il suo franchise.

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  • Todd Howard non vuole replicare la "competizione" di Fallout: New Vegas.
  • Skyrim ha ormai quindici anni, ma resta popolare.
  • L'annuncio di The Elder Scrolls 6 risale all'E3 2018.
  • The Elder Scrolls Online è attivo da dodici anni (2014).
  • Si prevedono almeno due anni di attesa per l'uscita.

Oggi, 28 settembre 2026, il panorama videoludico è costantemente in evoluzione, con nuove uscite e strategie di sviluppo che modellano il futuro dei franchise più amati. Una delle discussioni più persistenti tra gli appassionati di giochi di ruolo riguarda la gestione di The Elder Scrolls, una delle serie più iconiche di Bethesda Softworks. In particolare, emerge una chiara distinzione tra l’approccio adottato per Fallout e quello riservato a The Elder Scrolls, con quest’ultimo che non ha mai visto spin-off sviluppati da studi esterni, a differenza del celebre Fallout: New Vegas. Questa scelta strategica, secondo quanto rivelato da Kurt Kuhlmann, ex senior designer di Fallout 3 e 4 e co-lead designer di The Elder Scrolls: Skyrim, è profondamente radicata nella visione protettiva di Todd Howard, produttore esecutivo di Bethesda.

Kuhlmann, che ha trascorso due decenni in Bethesda, ha spiegato in un’intervista a FRVR che la decisione di non affidare The Elder Scrolls a studi terzi deriva in gran parte dall’esperienza con Fallout: New Vegas. Questo titolo, sviluppato da Obsidian Entertainment anziché da Bethesda stessa, ha generato un dibattito significativo tra i fan, con molti che ritenevano il lavoro di Obsidian superiore a quello di Bethesda per la serie Fallout. Tale situazione ha creato una percezione di “competizione” sulla qualità dei giochi Fallout, un esito che Todd Howard avrebbe voluto evitare per The Elder Scrolls. La serie Fallout, acquisita da Interplay nel 2004, aveva già una storia esterna a Bethesda, mentre The Elder Scrolls è una creazione originale dello studio, rendendo Howard ancora più geloso della sua integrità.

L’Impatto di Fallout: New Vegas e la Protezione dell’IP

Il successo e la ricezione critica di Fallout: New Vegas, rilasciato nel 2010, hanno avuto un’influenza duratura sulle politiche di sviluppo di Bethesda. Sebbene il gioco sia stato ampiamente apprezzato, ha innescato una discussione tra i fan su quale studio fosse più adatto a sviluppare i titoli di Fallout. Questa polarizzazione, con una fazione di appassionati che preferiva l’approccio di Obsidian, ha evidentemente lasciato un segno. Kuhlmann ha sottolineato che Howard non desiderava replicare una situazione simile per The Elder Scrolls, una serie che Bethesda ha coltivato fin dalle sue origini. La percezione che uno studio esterno potesse realizzare un Elder Scrolls “migliore” avrebbe potuto minare la percezione del lavoro interno di Bethesda, un rischio che Howard ha scelto di non correre.

La protezione dell’IP di The Elder Scrolls è stata così forte che, nonostante la lunga attesa per un nuovo capitolo principale dopo Skyrim (rilasciato nel 2011), Bethesda ha preferito mantenere lo sviluppo interno. Skyrim, pur avendo ormai quindici anni, continua a godere di una notevole popolarità, con numerose riedizioni su diverse piattaforme. Questa longevità testimonia la forza del franchise, ma anche la pazienza dei fan, che attendono con ansia The Elder Scrolls 6. L’annuncio del sesto capitolo, avvenuto con un teaser trailer all’E3 2018, ha generato un’enorme aspettativa, ma Bethesda ha subito chiarito che il rilascio era ancora lontano, con il gioco in fase di sviluppo iniziale ancora nel 2023. Otto anni dopo il teaser, i dettagli sul gioco rimangono scarsi, sebbene Matt Booty, chief content officer di Xbox, abbia affermato a giugno che il gioco “sembra incredibile”, e Asha Sharma, CEO di Xbox, abbia elogiato la sua “scala e grandezza incredibili” dopo una visita a Bethesda ad agosto.

Cosa ne pensi?
  • Finalmente qualcuno che difende la visione di Howard! 👏......
  • Questa 'visione protettiva' di Howard è un ostacolo! 😠......
  • Ma se Fallout: New Vegas ha dimostrato il contrario... 🤔......

The Elder Scrolls Online: Un Diversivo Strategico e il Futuro della Serie

In questo contesto di attesa e protezione, The Elder Scrolls Online (ESO) ha giocato un ruolo cruciale. Rilasciato dodici anni fa, nel 2014, e ancora attivo, ESO non è uno spin-off single-player nel senso tradizionale di Fallout: New Vegas, ma ha offerto ai fan un’esperienza continuativa nell’universo di The Elder Scrolls. Kuhlmann ha suggerito che ESO ha “alleggerito la pressione” su Bethesda, fornendo un flusso costante di nuovi contenuti e mantenendo vivo l’interesse per il franchise mentre lo studio si concentrava su altri progetti, come Starfield. Per molti giocatori, The Elder Scrolls Online è diventato l’esperienza di Elder Scrolls, soddisfacendo la loro sete di avventura e lore, anche se non in formato single-player.

Questa strategia ha permesso a Bethesda di gestire le aspettative dei fan, specialmente quelli che preferiscono le esperienze online, senza dover affrettare lo sviluppo di The Elder Scrolls 6. La distinzione tra i giocatori “single-player” e quelli “online” è significativa, e Bethesda sembra aver trovato un equilibrio, offrendo un prodotto per ciascun segmento. Tuttavia, la lunga attesa per The Elder Scrolls 6 continua a essere un punto dolente per molti. Le recenti dichiarazioni di Asha Sharma, che ha accennato a un possibile sottotitolo del gioco (“The Elder Scrolls 6: *“) e ha elogiato la sua “storia ancora più grande”, hanno riacceso la speculazione e l’entusiasmo, ma la data di uscita rimane incerta, con voci che indicano almeno altri due anni di attesa.

I nostri consigli

Cari avventurieri digitali, la saga di The Elder Scrolls ci insegna che la pazienza è una virtù, specialmente quando si tratta di mondi vasti e complessi. Per i gamer occasionali, il nostro consiglio è di non lasciarsi sopraffare dall’attesa per The Elder Scrolls 6. Invece, immergetevi in The Elder Scrolls Online. È un modo eccellente per esplorare l’universo di Tamriel, godere di storie avvincenti e interagire con una comunità vivace, senza l’impegno di un’esperienza single-player massiccia. Vi permetterà di apprezzare la profondità del lore e il design artistico che rendono questa serie così speciale, mantenendo viva la fiamma dell’attesa in modo più leggero.

Per i gamer esperti, la situazione di The Elder Scrolls e la strategia di Bethesda offrono uno spunto di riflessione più profondo. Considerate come la gestione di un IP così prezioso possa influenzare non solo i tempi di sviluppo, ma anche la percezione del valore e dell’identità di un franchise. La decisione di Todd Howard di proteggere The Elder Scrolls da spin-off esterni, a differenza di Fallout, evidenzia la tensione intrinseca* tra l’espansione creativa e il mantenimento di una visione autoriale. Questo solleva una domanda fondamentale: è preferibile una maggiore varietà di esperienze, anche a costo di una potenziale “diluizione” dell’IP, o una gestione più controllata che garantisca una coerenza stilistica e narrativa, seppur con tempi di attesa più lunghi? La risposta non è semplice e dipende molto dalla prospettiva del giocatore e dello sviluppatore.


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